Controlli della glicemia: quattromila italiani non sanno di avere il diabete

Giovani con diabete o a rischio

Sui 160.313 persone monitorate sono risultate diabetiche 19.077, di cui 14.662 che hanno dichiarato nel questionario di aver ricevuto una diagnosi pregressa di diabete, mentre 4.415 persone non sapevano di avere la malattia (pari al 3% delle persone che si sono sottoposte allo screening senza aver ricevuto in precedenza una diagnosi di diabete). Il 64% di tutti i diabetici ha più di 64 anni e il 19,6% tra i 55 e i 64 anni, ma quasi il 2% delle persone con diabete ha un’età inferiore a 34 anni. Lo screening è stato utile anche per gli oltre 14mila diabetici che sapevano già di esserlo, in quanto il valore rilevato della glicemia ha permesso di valutare il grado di compensazione della patologia. Escludendo i diabetici, su 141.236 persone monitorate quasi 19mila sono risultate prediabetiche (il 13% della popolazione esaminata), avendo una glicemia compresa fra 100 e 124 mg%. Di queste, il 2,57% ha meno di 34 anni. 

Malattia silente anche per anni

«La diagnosi precoce è l’unico strumento per individuare tempestivamente una malattia che può non presentare sintomi anche per molti anni – sottolinea Paolo Brunetti, presidente Aild -. Con una terapia farmacologica instaurata tempestivamente, si possono prevenire o almeno ritardare complicanze cardiovascolari, oculari, renali e neurologiche che rendono temibile il diabete. Lo screening inoltre – prosegue Brunetti – ha consentito di individuare oltre 19mila persone affette da prediabete (con glicemia compresa fra 100 e 124 mg%) e, attraverso un test validato dalla comunità scientifica internazionale, di predire in una quota altrettanto notevole di persone con valori glicemici nella norma (inferiori a 100 mg%) il rischio che possano sviluppare il diabete in tempi brevi, per una serie di motivi: familiarità, obesità addominale, ipertensione, abitudini alimentari scorrette, scarsa attitudine all’attività fisica. In tutti questi è casi è possibile prevenire l’insorgenza della malattia attraverso l’educazione a un corretto stile di vita sotto il profilo alimentare e motorio». 

Ictus e infarti evitati

«Con la campagna di screening abbiamo risparmiato diversi infarti e ictus a circa quattromila persone ignare di avere il diabete e che ora potranno curarsi – commenta Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia -. Una persona che non sa di avere il diabete, infatti, non si controlla, non è seguita dal medico di famiglia né dallo specialista, può andare incontro quindi a gravi complicanze. I dati emersi confermano ciò che diciamo da tempo: il diabete sta aumentando ed è ormai un'epidemia, ci sono circa un milione e mezzo di italiani che hanno la malattia conclamata ma lo ignorano. Circa sette milioni e mezzo di persone sono affette da prediabete e potrebbero evitare di sviluppare la malattia con misure di prevenzione, per esempio perdendo peso corporeo se  in sovrappeso, seguendo una dieta equilibrata, svolgendo attività fisica e controllando la glicemia ogni 6-12 mesi».

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