Salone del Libro, Fassino davanti ai pm: “Non ho partecipato alla riunione per cui sono indagato”

L'interrogatorio dell'ex sindaco: "Non ho mai condizionato le scelte della Fondazione"

"Non ho partecipato alla riunione dell'11 novembre 2015 presso la sede della Compagnia di San Paolo e non ho concorso così a dettare le direttive per redazione del bilancio 2015 della Fondazione del libro". E' iniziato con un colpo di scena l'interrogatorio dell'ex sindaco Piero Fassino davanti al pm Gianfranco Colace e al procuratore aggiunto Enrica Gabetta che lo hanno "avvisato" (insieme all'assessora regionale Antonella Parigi) nell'ambito delle indagini sul Salone del Libro. L'ex sindaco che era accompagnato dal suo legale Carlo Federico Grosso ha infatti subito dichiarato agli inquirenti "di aver appreso di quella riunione solo leggendo il capo di imputazione"

Fassino nel corso dell'interrogatorio durato circa 4 ore, ha poi risposto nel merito, come spiega in un comunicato, anche alle altre imputazioni: "Non c'è stato nessun mio intervento volto a condizionare  le scelte del consiglio di amministrazione per l'edizione 2015. Mi sono sempre e soltanto limitato a evidenziare la necessità che ogni scelta organizzativa assicurasse il mantenimento degli alti standard  qualitativi della manifestazione". E aggiunge, "in ordine alla contestazione di aver turbato la gara per la concessione dell'organizzazione del Salone per il triennio 2016 – 2018 ho chiarito che

non mi sono mai occupato dei contenuti e dei bandi di gara, considerandolo materia di competenza del cda della Fondazione". "In conclusione ho ribadito che la mia unica finalità è stata sempre e solo la tutela degli interessi della città garantendo alla Fondazione le risorse finanziarie necessarie e operando per acquisire partners pubblici e privati in grado di assicurare la qualità, la quantità e il successo della manifestazione".   

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