Muore a 92 anni Edgar Ray Killen leader del Ku Klux Klan

’ordine di Bob Kennedy

A Washington, quell’anno, era ministro della Giustizia il giovane Robert Kennedy — assassinato quattro anni dopo durante la campagna per le presidenziali — che decise di inviare sul posto una squadra di investigatori dell’Fbi. I corpi senza vita, crivellati di colpi, furono ritrovati soltanto dopo sei settimane, sepolti in un terrapieno nei pressi del luogo dell’omicidio. Gli agenti federali arrestarono una decina di sospetti, incluso il vice-sceriffico della contea. Un giudice del Mississippi cercò di far cadere le accuse ma la Corte suprema bloccò il tentativo di insabbiamento: 18 uomini finirono a giudizio nel 1967 per violazioni dei diritti civili, soltanto sette furono condannati per reati minori da una giuria di soli bianchi, nessuno ha trascorso più di sette anni in carcere.

La condanna

Edgar Ray Killen, un ex predicatore battista, fu accusato di essere il mandante dell’omicidio ma il suo processo venne sospeso dopo che una giurata affermò di non poter condannare un religioso. Per quarant’anni la causa resto bloccata, finché non si aprì il nuovo processo nel 2005 presso la Corte di Filadelfia. La pubblica accusa sostenne che fu lui a organizzare il commando omicida, anche se non partecipò direttamente all’assassinio dei tre attivisti. L’allora ottuagenario Ray Killen fu condannato a tre pene di 20 anni di reclusione da scontare consecutivamente per omicidio preterintenzionale; venne portato via dall’aula in sedie a rotelle e non si pentì mai delle sue idee razziste. La sua richiesta di appello, dove affermò che nessuna giuria di suoi coetanei lo avrebbe condannato sulle prove presentate, è stata respinta dalla Corte suprema del Mississippi nel 2007.

La campagna Freedom

Nel 1961 la campagna «Freedom Riders» costituì una sfida alla segregazione, ancora vigente in Mississippi, e incoraggiò l’agitazione sociale nel sottoproletariato di colore. In quel momento alla maggior parte della comunità nera era negato il diritto al voto ed il Congresso per l’uguaglianza razziale promosse una serie di attività come le campagne per l’iscrizione nei registri elettorali e le cosiddette Freedom Schools, allo scopo di incoraggiare ed istruire i cittadini afroamericani. Il Civil Rights Act approvato dal Congresso americano nel 1964 dichiarò illegali le disparità di registrazione nelle elezioni e la segregazione razziale nelle scuole, sul posto di lavoro e nelle strutture pubbliche in generale.

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