‘The end of the f***ing world’, adolescenti difficili nella serie Netflix più apprezzata

C'è chi la definisce la migliore serie Netflix mai arrivata sulla piattaforma. E non parliamo solo di Variety che l'ha descritta come "acuta, sanguigna e intensa" o Hollywood Reporter che ne ha scritto come di "una storia antiromantica sostenuta da grandi interpretazioni da amare nella sua gloria aspra", ma di tutti i critici che hanno recensito The end of the f***ing world, la serie inglese disponibile da qualche giorno nei 100 paesi della piattaforma e già diventato un caso in rete.

Certificato 100% "fresh" sull'aggregatore di giudizi Rotten Tomatoes, The end of the f***ing world ("La fine di questo ca**o di mondo") è la storia di Alyssa e James, due adolescenti difficili alle prese con un'avventura più grande di loro. Lui è convinto di essere uno psicopatico anaffettivo, da bambino ha messo una mano nella friggitrice pur di provare un'emozione, e a 17 anni si sente pronto ad autopromuoversi: da assassino di farfalle e topolini a serial killer di creature più "importanti". Con questo obiettivo permette a Alyssa, appena arrivata in città, di rompere quel muro di indifferenza e distanza che antepone al mondo esterno, padre compreso. Ma Alyssa finisce per sedurlo con il suo mix di sfrontatezza e fragilità. Nel giro di un paio di puntate i due si trasformano in una specie di Bonnie e Clyde adolescenti in fuga dalle famiglie verso l'indefinito. Una sorta di "boy meets girl" dagli imprevedibili sviluppi.
Otto episodi da venti minuti ciascuno: un prodotto perfetto per un "binge racer", chi vuole vedere tutta la serie in una notte. In tutto dura  poco più di un film, 160 minuti come Harry Potter o uno Star Wars. Il progetto iniziale era pensato per il grande schermo: dietro a questa serie, diventata subito fenomeno, c'è una lunga storia iniziata quasi sette anni fa, quando il regista Jonathan Entwistle venne attratto da un foglio appallottolato in un cestino fuori dal londinese negozio di fumetti GOSH, a Soho. Quando si dice il destino: quel foglio era una pagina del fumetto autoprodotto di Charles Forsman che, diventato un cult grazie al passaparola, è stato poi ripubblicato come graphic novel nel 2013 da Fantagraphics. Nel frattempo Entwistle e Forsman avevano lavorato a un adattamento per il cinema che aveva trovato una sua prima forma in un corto dal quale si sarebbe poi dovuto sviluppare il lungometraggio. Ma si erano scontrati con la riluttanza dei produttori. Grazie all'intervento della sceneggiatrice Charlie Covell, la storia è diventata una serie per Netflix. "Dal quando ho cominciato a leggere i fumetti di 'Chuck' Forsman – ha detto Covell – sono stato certo di volerne fare parte. Sono bellissimi, raccontano una storia d'amore e formazione dark e totalmente anticonvenzionale.  È stato un grande privilegio portare quei personaggi sullo schermo".

Girata nel Surrey, la serie ha un'atmosfera da grandi spazi americani. Il regista, 33 anni, non fa mistero dei suoi riferimenti e del suo amore per i Coen e il Lynch di Twin Peaks. Di certo provengono da quell'immaginario la coppia di poliziotte lesbiche che Alyssa e James incontrano sulla loro strada, Teri e Eunice, la cui lucidità sul caso è messa a dura prova dai propri sentimenti: diverse nell'approcciarsi ai ragazzi, Teri gioca sempre a fare il poliziotto a cattivo mentre è la materna Eunice che spinge sul tasto della comprensione psicologica.

I protagonisti sono due giovanissimi e dotatissimi interpreti: Alyssa è la venticinquenne Jessica Barden (Tamara Drewe e The Lobster), James è Alex Lawther (The Imitation Game e un episodio di Black Mirror). Sul set hanno trovato una chimica perfetta per questa storia d'amore non convenzionale che ricorda quella di Niagara, Niagara di Bob Gosse o le atmosfere di Harold e Maude. Come per ogni serie di successo, c'è chi si interroga in rete sulla possibilità di una seconda stagione. Su questo si è espresso il protagonista Alex Lawther: "Non sappiamo, aspettiamo e vediamo. Il fumetto finisce con la fine della prima stagione ma vi confesso che mi piacerebbe vedere Charlie (Covell, la sceneggiatrice, ndr) dare libero sfogo alla sua immaginazione. È così brillante".