Trump, ambasciatori africani all’Onu pretendono le scuse: “Razziste e offensive” le dichiarazioni sui “paesi cesso”

Nonostante il tentativo di aggiustare il tiro sulle dichiarazioni shock di ieri ("Non voglio immigrati di Haiti, El Salvador e Stati africani: cesso di Paesi") dicendo di aver usato un linguaggio duro ma non quelle parole, il presidente Usa Donald Trump è da ore sommerso da critiche e reazioni infiammate da parte di stampa ed esponenti politici.

Tra i primi a smentire Trump è stato Il senatore democratico Richard Durbin che, insieme al repubblicano Lindsay Graham ha riportato la vicenda, ribadendo che Trump ha pronunciato quelle parole "ripetutamente". Durbin ha anche elogiato il collega Graham per il coraggio avuto nel contraddire il pensiero del presidente.   

Stamattina il gruppo di ambasciatori dei paesi africani alle Nazioni Unite ha condannato le espressioni "oltraggiose, razziste e xenofobe" di Trump, chiedendo delle scuse.

L'ex ambasciatrice Usa all'Onu Samantha Power, ha condiviso in un tweet la reazione dei rappresentanti al Palazzo di Vetro dicendo di non aver mai visto in precedenza una dichiarazione così dura di paesi africani verso gli Stati Uniti.

In precedenza era stata già l'Unione Africana a chiedere a Trump di scusarsi "con gli africani e tutte le persone di origine africana nel mondo".

Tra le critiche più dure, quella del deputato della Georgia John Lewis, una delle icone viventi del movimento per i diritti civili americano, storico collaboratore e amico di Martin Luther King.

Lewis ha dichiarato che boicotterà uno degli appuntamenti politici più importanti dell'anno, ovvero lo State of the Union, il discorso sullo stato della nazione che il presidente terrà il prossimo 30 gennaio al Congresso a camere riunite. "Non ho intenzione di partecipare" ha dichiarato alla Msnbc il deputato. "Secondo coscienza, non posso stare nella sua stessa stanza dopo quello che ha detto su tanti americani. Non posso, non sarei onesto con me stesso".

© Riproduzione riservata