Amazon, licenziato per un selfie sul lavoro: sindacati all’attacco

Dopo il caso dei braccialetti elettronici, il colosso dell'e-commerce ancora nel mirino. A Piacenza la denuncia della Filcams-Cgil: "Ricorso in tribunale"

PIACENZA Dal braccio di ferro tra Amazon e sindacati passa anche un tentativo che potrebbe scardinare il Jobs act. E non c'entra il braccialetto elettronico. Oltre alla vertenza per il contratto integrativo aziendale, che tornerà al tavolo della prefettura di Piacenza lunedì prossimo (grazie alla mediazione del governo), c'è anche un fronte 'legale' su cui la Cgil vuole andare fino in fondo. Si tratta dell'impugnazione del licenziamento del dipendente tagliato da Amazon per essersi fatto un selfie con un tablet trovato lungo un corridoio appoggiato su un bancale: si fece lo scatto, riappoggiò il tablet e "tornò a lavorare, poi lo hanno licenziato".

Lo storia è saltata fuori tra i racconti dei lavoratori durante lo sciopero del Black friday e poi al riesplodere delle polemiche per l'ipotesi di mettere il braccialetto elettronico ai dipendenti del colosso dell'e-commerce. Ma la storia non è finita. Per quel licenziamento "siamo in tribunale a Milano perchè lì ci sono giudici che hanno una esperienza

importante" sulla materia, e lì "proporremo anche la verifica di incostituzionalità" della norma che ha permesso il taglio del dipendente che si è fatto l'autoscatto. Lo ha spiegato ieri, a Piacenza, ad una iniziativa con i candidati al parlamento di Liberi e uguali, Fiorenzo Molinari, segretario provinciale della Filcams-Cgil, in prima fila nella vertenza con Amazon ("azienda estremamente feroce", la ha definita ieri).

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2018