Omicidio di Macerata «Volevano cancellare  le tracce dei contatti fisici con Pamela»

Convalida del fermo

Sarà oggi il giudice per le indagini preliminari Giovanni Maria Manzoni a decidere se convalidare o meno il fermo di Desmond Lucky e Lucky Awelima, i due nigeriani rinchiusi nel carcere di Montacuto (Ancona) insieme con Innocent Oseghale, il loro connazionale affittuario dell’appartamento di via Spalato dove Pamela è stata uccisa. A quest’ultimo e a Desmond viene anche contestato di aver ceduto alla giovane una dose di eroina per trenta euro e anche un quantitativo di marijuana a un altro immigrato nello scorso mese di dicembre. Si tratterebbe in questo caso, ironia del destino, della stessa persona arrestata due notti fa dalla polizia nel corso di una retata di spacciatori decisa dal neo questore Antonio Pignataro, ma poi rimesso subito in libertà dal giudice per le indagini preliminari dopo la convalida del provvedimento. L’udienza di questa mattina comincerà alle 8.30 proprio nel tribunale di Macerata dove i due fermati di sabato scorso saranno portati dalla polizia penitenziaria.

Le impronte

Ci dovrebbe essere però anche Oseghale sul quale il giudice potrebbe essere chiamato a decidere o meno se contestare anche a lui di nuovo l’omicidio in concorso come ai suoi complici. A tutti e tre, comunque, ieri pomeriggio sono state prese di nuovo — questa volta dai carabinieri del Ris di Roma — le impronte digitali e quelle plantari, così come è avvenuto negli uffici del comando provinciale dell’Arma a Macerata per un quarto nigeriano, accompagnato dal suo avvocato e poi rilasciato.

L’auto

Analizzata infine anche l’auto del tassista camerunense che nella serata del 30 gennaio scorso ha accompagnato Oseghale a Casette Verdini di Pollenza per abbandonare i due trolley con i poveri resti di Pamela, poi ritrovati da una pattuglia della polizia locale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA