Lascia Malpensa dopo 20 anni: Cesira, l’inquilina  dell’aeroporto

Dorme su una panchina dell’aeroporto, fa il bucato in bagno, mangia scaldando il cibo su un fornelletto. La stessa vita dal 1999, per Cesira Ton, la donna di 78 anni che vive a Malpensa, Emilietta per gli amici. Ma il tempo passa e nonostante la sua ferma determinazione a restare tra i passeggeri dello scalo, per tenere fede a una promessa («Resterò qui finché le autorità locali non mi faranno tornare alle Mauritius, dove vivono i miei figli»), le condizioni di salute a volte esigono un letto caldo, un po’ di conforto in più, una intimità maggiore. Le necessità della vecchiaia stanno diventando impellenti, anche per questa particolarissima figura di donna, coraggiosa, grintosa e dedita a una scelta essenziale a dir poco fuori dagli schemi (anche se non è del tutto chiara la sua vera situazione).

La Sea, società aeroportuale, ha da tempo deciso di darle una mano, ma deve gestire una situazione particolarissima: da un lato non può incoraggiare chi voglia dormire in aeroporto, ma dall’altro si è presa a cuore l’aspetto umanitario della vicenda e sta lavorando a una convenzione con la Croce Rossa e il Comune di Ferno per darle un tetto. Un alloggio che sarà ricavato da una delle case di via Santa Maria, tra gli appartamenti che la Regione ha ritirato da alcuni anni ai residenti che hanno scelto di andare via a causa del rumore degli aerei che atterrano e decollano da Malpensa. «C’è un’abitazione in quella zona che tra poco la Regione restituirà al Comune — osserva il sindaco di Ferno Filippo Gesualdi —. In questo momento è occupata da un’altra persona, che ha chiesto in permuta una casa nella zona, ma a Somma Lombardo. Dopo le stime di valore, se tutto andrà come deve, potremo ritirare l’appartamento e darlo in gestione alla Croce Rossa, per le esigenze della signora Cesira Ton». I volontari della Croce Rossa le porteranno da mangiare e la aiuteranno per le necessità primarie. D’altronde la donna è residente proprio a Ferno, il comune nel quale sorge il Terminal 1 dell’aeroporto. È un caso, forse unico, di cittadino che ha come casa, anche ufficialmente, l’aerostazione.

Si ipotizza una interessante collaborazione tra enti. La Sea aiuta già la Croce Rossa di Gallarate con azioni di responsabilità sociale, e queste ultime potrebbero comprendere anche una quota per la ristrutturazione dell’appartamento: «Con Sea è in essere un progetto chiamato Lost & Cri — osserva Mirto Crosta presidente del comitato locale di Gallarate —. Abbiamo avviato una mappatura dello scalo per capire le esigenze sociali, censire i bisogni ed eventualmente gestire interventi, anche psicologici. Chi ha più bisogno, lo portiamo a Gallarate in una strutta chiamata “La casa di Francesco”. Con gli altri casi che girano per Malpensa avviamo un dialogo». Un secondo esempio è quello di Silvana, la seconda donna che spesso dorme a Malpensa. Attualmente è ricoverata a Como, dopo un problema di salute, ma potrebbe essere un nuovo caso Emilietta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA