«Ho pagato il funerale del nonno con un assegno trasferibile:  12 mila euro di multa»

A creare la pagina Facebook un impiegato di Foligno. Tutto è cominciato la scorsa estate quando Gian Luigi Aquilini, 44 anni, ha dovuto fare i conti con un lutto. «È venuto a mancare mio nonno novantaduenne a cui ero molto affezionato — racconta —. Mia nonna, rimasta sola dopo 70 anni di vita insieme, era davvero molto provata. E così mi sono reso disponibile ad occuparmi per lei di tutto ciò che riguardava il funerale. Da Foligno sono andato a Senigallia e ho regolato i conti con le onoranze funebri staccando un assegno da 4.000 euro. A distanza di qualche mese, a dicembre, mi è arrivata una raccomandata. Il mittente era il nucleo antiriciclaggio di Bologna. All’interno mi veniva contestato un illecito legato all’emissione dell’assegno senza la scritta “non trasferibile”. Morale: mi veniva chiesto di versare 6.000 euro entro 60 giorni. Lì per lì non ho capito. Ho pensato che il mio assegno fosse stato utilizzato dalle onoranze funebri per chissà quale traffico illecito. Allora li ho chiamati. E li ho trovati su tutte le furie. In pratica, anche a loro era arrivata la stessa raccomandata, anche loro dovevano pagare 6.000 euro. E la causa di tutto, a loro dire, ero io! Insomma, un vero disastro».

Alla fine Aquilini non ha pagato. «Non ero mai stato sui social. Ma questa vicenda mi ha portato ad aprire una pagina Facebook per sentirmi meno solo e aggregare tutti quelli che hanno il mio stesso problema. Siamo in migliaia. Alcuni sono in situazioni drammatiche. Come Francesco di Como, un anziano che ha pagato la retta della casa di riposo del padre — 1.852 euro — con un assegno trovato in fondo a un cassetto. Adesso deve versare allo Stato i soliti 6.000 euro, e lo stesso dovrebbe fare la casa di riposo. Ma, anche volendo, lui i soldi non saprebbe dove andarli a prendere». «E pensare che evitare questo disastro non sarebbe poi stato così difficile — continua Aquilini —. Bastava mettere tutti gli assegni vecchi fuori corso, renderli equivalenti a carta straccia. Per carità, la lotta al riciclaggio del danaro sporco è un obiettivo sacrosanto. Ma se ci vanno di mezzo tanti senza colpa, spesso anziani, mentre i riciclatori si fanno grasse risate, allora c’è qualcosa che non va».

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