Prolungare la giovinezza  si può. Come? Ecco i nuovi consigli della scienza

Il corpo umano è un campo di battaglia. Ogni tanto esplode qualcosa. Bombe incendiarie per abbattere i nemici: virus, tossine, cellule impazzite. Se la mira è giusta, okey: la vita è salva. Ma non sempre vanno a segno. Ci sono geni piromani che sfuggono al controllo. Giocano col fuoco. Distruggono le difese immunitarie. Lasciano braci che diventano fiamme. Anzi, infiammazioni. È così che serve un altro esercito, per evitare i roghi, arginare l’invasione di parassiti e batteri, tamponare le ferite, frenare il decadimento fisico, garantire anni alla vita. Un esercito di geni pompieri. Missione possibile: spegnere l’infiammazione. La metafora guerresca si addice al ciclo dell’esistenza. Per vivere bene e a lungo, scrive Eliana Liotta, giornalista e comunicatrice scientifica, bisogna indossare un elmetto protettivo e difendersi dai bombardamenti, interni ed esterni. Nel nostro corpo ci sono i buoni e i cattivi, sostiene, e bisogna fermare i teppisti. Le bande scatenate alimentate dagli eccessi: di cibo, di alcol, di fumo e da un’alimentazione sbagliata. Se si vuole rimanere sani e giovani più a lungo serve uno sceriffo del corpo, un salvagente al quale aggrapparsi, un difensore come Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco, capace di reagire alla sopraffazione del male.

L’eta non è uguale per tutti

non è un libro che si legge: si divora. L’autrice, specializzata nella divulgazione scientifica, offre un menù speciale: al collaudato cibo protagonista del best seller sulla dieta smartfood, aggiunge un viaggio nelle caldaie della vita. Con l’aiuto dei ricercatori dell’ospedale universitario Humanitas e la supervisione dello scienziato e immunologo Alberto Mantovani, indaga sui misteri e sulle teorie dell’invecchiamento per concludere che la questione della giovinezza e della sua parabola non è solo legata all’accumulo casuale di danni alle cellule o a un programma genetico predeterminato o ancora all’influsso ambientale. «È una questione di fuoco, da attizzare e da sedare. Il cervello si accende di curiosità e si scalda con i sentimenti, il corpo si nutre come si deve e si muove: ciascuna delle azioni contribuisce a ingaggiare la battaglia contro l’inflammaging». Il sistema immunitario, sostiene Liotta, è la nuova star che mette d’accordo le teorie del passato con il destino e lo stile di vita. Volersi bene vuol dire sapere che cosa aiuta o sconvolge il nostro organismo. E i processi infiammatori sono il nemico numero uno della sana longevità. Un dolore, un rossore, un prurito segnalano qualcosa che non va. Quando i globuli accendono la spia dell’allarme, bisogna spegnere i fuochi. Neutralizzare gli alieni dello stomaco o dell’intestino. Controllare i grassi. Se la ciccia è troppa, per esempio, si disorientano le difese del corpo. Ci sono i cibi antiinfiammatori. Eccone qualcuno: pomodori, mandorle, cicoria, salmone. Ma l’elenco è lungo. Aiutano, senza fare miracoli. Serve un allenamento costante alla dieta intelligente. Quella mediterranea, innanzitutto. Bisogna tenere il corpo in equilibrio: alimentare e disintossicare. Anche lo sport è un farmaco. I muscoli andrebbero allenati ogni giorno: i pensieri positivi vengono agevolati dal movimento e i grandi longevi non sono sedentari. Indro Montanelli è stato un grande vecchio del giornalismo: prima di scrivere l’articolo di fondo passeggiava nei giardini di via Palestro, a Milano. Gli veniva meglio. Anche i filosofi dell’antica Grecia facevano cosi: li chiamavano peripatetici.

I consigli contro lo stress

Liotta attraversa i sentieri della medicina moderna, parla di scienza del cibo e di antropologia e poi atterra su un consiglio pratico. Come contrastare lo stress. In che modo favorire la digestione. Il giusto riposo che aiuta il cervello a ripulire la spazzatura chimica accumulata nel giorno. Cita Umberto Eco e l’importanza di tenere in forma la memoria: «La lettura è un’immortalità all’indietro». Anche sentirsi utili è un elisir: la buona anzianità non è fatta di solitudini. «Più che tre pillole, a volte ci vorrebbero tre abbracci», è il consiglio di un medico. Alla fine, tante domande e risposte, per decidere se e come farsi del male con il cibo e la vita o se è il caso di pensare a invecchiare meglio. Gli esperti garantiscono: è possibile.

Le fake news smascherate

Eliana Liotta conferma. Smontando bufale, fake news, e assurde teorie sui vaccini: «Sono una palestra utile per le nostre difese». Si può dire che siamo anche quel che mangiamo. E che la vecchiaia non la stabilisce l’anagrafe. Dipende da noi. Dal fuoco e dalle braci che abbiamo dentro. Da quell’equilibrio che Ippocrate aveva intuito più di duemila anni fa: «Ciò che le medicine non guariscono, guarisce il ferro. Ciò che non guarisce il ferro, guarisce il fuoco. Ma ciò che il fuoco non guarisce, è inguaribile». Parole in linea con l’inflammaging. Ippocrate è il padre della medicina: visse tra gli 85 e i 109 anni. È una conferma: l’età non è uguale per tutti.

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