La Juve voleva ritirare l’Under 15, la manderà a «scuola» Video

Il calcio non deve essere una zona franca, ma nemmeno un teatro dove ingigantire certi atteggiamenti che viviamo tutti i giorni. Lo stadio divide ma sa anche unire, ad esempio quando gioca la Nazionale. C’è un linguaggio parlato da tutti, un contesto ideale per capire la nostra società, nel bene e nel male». Nell’occhio del ciclone è finito soprattutto il giovane bianconero che ha condiviso quel coro sui social network, tradendo le sue origini campane: «Lui si è sentito parte di un gruppo contrapposto a un altro, ha poca rilevanza che gli altri fossero i suoi ex vicini di casa – prosegue Laura Bonato -. Ai miei studenti insegno il rispetto. Dobbiamo però fare i conti con una propensione umana a distinguere noi dagli altri, che sono visti sempre in senso negativo: nord contro sud, sud contro nord. Sui social network a volte ci si permette di dire cose volgari, che in altri contesti verrebbero taciute. Credo che ingigantendo certi eventi, seppur significativi dal punto di vista sociale e culturale, si rischi soltanto di vederli moltiplicarsi».

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