Positivo all’Hiv aveva rapporti non protetti «228 potenziali vittime»

La sua ex che l’ha denunciato scoppia a piangere se pensa a come, candidamente, si è giustificato quando lei l’ha messo alle strette: «Sì, una volta ero sieropositivo ma poi ho rifatto gli esami e non è risultato più niente. L’Hiv non esiste, è una balla, sono i farmaci che ti ammazzano». Un modo per negare anche l’evidenza. «Credere che l’Hiv non determini l’Aids è una delle fake news più pericolose, che ha già mietuto molte vittime», sottolinea Marcello Tavio, direttore della divisione malattie infettive dell’ospedale Torrette di Ancona e vicepresidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali. È stato lui a fare il primo test alla fidanzata di Pinti e a sottoporla alla «terapia che, oggi, è in grado praticamente di congelare il virus». Essere sieropositivi è molto più pericoloso se non ti curi. Mentre il rischio contagio è quasi azzerato dai farmaci.

Sul fascicolo aperto dal procuratore Irene Bilotta e dal pm Marco Pucilli, l’accusa di lesioni gravissime dolose alla quale presto potrebbe aggiungersi anche un’incriminazione per omicidio volontario. Il sospetto è che Pinti abbia infettato anche la compagna, Giovanna Gorini, morta a 32 anni, il 24 giugno scorso, dopo aver contratto anche lei l’Hiv. Lui le avrebbe impedito di curarsi mentre continuava a fare danni frequentando siti d’incontri per sesso estremo. «In questi anni l’ho fatto con 228 partner diversi, se volete vi aiuto a cercarli» ha detto agli agenti serafico. La Polizia ha diffuso un numero di telefono (071.2288595) invitando le potenziali vittime a farsi avanti. Alcune sono già state rintracciate.

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