Negozi aperti nei giorni festiviPronta la stretta, tetto di 12 giorni

Intanto, per ogni Comune viene previsto un limite del 25% di esercizi commerciali dello stesso settore merceologico aperti la domenica o in un giorno festivo e fissa a 12 giorni il limite massimo di aperture festive all’anno. Sono esclusi però gli esercizi nelle località turistiche. Poi rimanda a Regioni e Comuni la regolazione delle aperture attraverso turni a rotazione. Il modello, spiega Crippa, è «quello sperimentato con successo a Modena», dove il Comune nel 2015 ha approvato un Codice comportamentale di autoregolamentazione che prevede la chiusura dei negozi in tutta la città in alcune feste comandate come Natale, Capodanno, 25 Aprile, Primo Maggio, e invece aperture a rotazione solo in alcune zone della città.

E ieri il sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi ha ricevuto al ministero i sindacati di base per un tavolo di confronto e ha promesso l’impegno del governo per risolvere al più presto la questione: «Migliaia di lavoratori e commercianti attendono risposte a un problema di grandi proporzioni». Il punto di partenza, ha detto Cominardi, resta l’originaria proposta di Michele Dell’Orco, deputato 5 Stelle (oggi sottosegretario alle Infrastrutture), che nel 2014 firmò un ddl che obbligava i negozi alla chiusura per almeno 6 festivi all’anno. Il disegno di legge fu approvato alla Camera ma non al Senato.

Ora la nuova proposta è pronta e Francesco Iacovone, sindacalista Cobas presente al tavolo del ministero, si dice «ottimista: è stata una discussione approfondita, abbiamo parlato di sfruttamento e precarietà e il ministero si è impegnato anche a rivedere il sistema ispettivo». E i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, da tempo in prima linea contro il lavoro domenicale con la campagna «La Festa non si vende», chiedono un incontro al ministro del Lavoro Luigi Di Maio per «definire una normativa e mettere ordine nel panorama legislativo». E anche Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio, plaude all’iniziativa del governo: «Una regolazione è indispensabile».

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