Piccoli tenori crescono, Katia Ricciarelli porta i bimbi all’Opera

I bambini vedono le stesse cose dei grandi, ma con occhi diversi. E la differenza non è da poco. Anche e soprattutto se l’oggetto dei loro sguardi è accompagnato dalla musica e si chiama L’elisir d’amore, Il barbiere di Siviglia, la Cenerentola, Hansel e Gretel. Succede a Martina Franca, in Puglia, in quella Valle d’Itria che separa l’Adriatico dallo Jonio. Ma presto potrebbe succedere in tutta Italia. Di certo quei bambini non sono, già adesso, solo pugliesi. Ma vengono dal Veneto, dalle Marche, dalla Basilicata, ovvero dal Nord, dal Centro e dal Sud di un paese in cui la lirica è di casa. E ancor di più lo è a Martina Franca, centro famoso per il suo Festival, quello della Valle d’Itria, appunto.

Il progetto

Nulla, però, sarebbe successo se a una preside determinata, Roberta Leporati, e a uno scrittore, Marco Carrozzo, project officer esterno, non fosse venuta in mente l’idea di MettiAMOci alL’OPERA, realizzata con il supporto e la guida del grande soprano italiano Katia Ricciarelli, direttore artistico, e del tenore Francesco Zingariello. «L’obiettivo – spiega Leporati – era ed è quello di formare le nuove generazioni attraverso l’ascolto, la partecipazione e l’interazione, e farle diventare il nuovo pubblico che riempirà i teatri». Leporati è la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Chiarelli e tutto nacque lì, a Martina Franca, in seguito alla presentazione del libro «Vi canto una storia – L’opera raccontata ai ragazzi», scritto a quattro mani da Ricciarelli e Carrozzo, che interessò, stimolò e coinvolse alunni, docenti e genitori. Perché non dar vita, allora, a un’iniziativa che prendesse spunto da questo felice incontro tra i bambini e il mondo della lirica, tutt’altro che noioso e di difficile comprensione? A sostegno dell’idea, poi, c’era anche un precedente: la lettura pubblica della Divina Commedia, non un’opera lirica ma di certo un impegno giudicato (a torto) altrettanto noioso per i bambini.

E in questo caso l’idea è di un pugliese solo di origine (di Rutigliano), Luciano Violante, l’ex presidente della Camera che con la sua associazione Italia decide di organizzare proprio a Martina Franca – dove trascorre le vacanze nei trulli – la Biennale delle Memorie: «Nella prima edizione del 2016 – spiega Violante – alla lettura pubblica della Divina Commedia parteciparono 800 persone. Un successo. E allora pensammo, con Leporati, che si potesse fare qualcosa di più, che coinvolgesse in maniera anche più ampia la popolazione». E così quest’anno la seconda edizione di MettiAMOci alL’OPERA si è inserita proprio nell’ambito della Biennale delle Memorie. «Nelle prime due edizioni – spiega Leporati – abbiamo avuto la partecipazione di circa 5mila studenti, dalla prima elementare alla terza media e anche qualche gruppo delle superiori, e quasi 200 docenti, provenienti anche dalle province di Padova, Bologna, Macerata, Viterbo e Matera. L’idea vincente della manifestazione di quest’anno, che si è tenuta a maggio, è stata dedicare il nostro lavoro a Rossini, in occasione dei 150 anni dalla morte. E per il futuro l’idea è ancora più ambiziosa: dar vita a tre poli formativi, uno al Sud, uno al Centro e uno al Nord». Impresa non impossibile, anche perché il progetto presentato al Miur nel 2016 è stato annoverato dal ministero tra le buone pratiche. Oltre ad aver ottenuto il sostegno di numerose istituzioni, dalla Fondazione Paolo Grassi alla Basilica di San Martino, dall’Università di Bari alla Scuola di danza Rossella Brescia, fino alla Camerata delle Arti, all’Orchestra di Puglia e Basilicata, al Comune di Martina Franca e al 16° Stormo dell’Aeronautica Militare. «L’edizione del 2019 – conclude Leporati – è in programma il 27 gennaio, Giorno della Memoria, e vedrà la realizzazione di Brundibar, opera per bambini e interpretata dai bambini, originariamente rappresentata nel campo di concentramento di Theresienstadt». E ci sarà, nuovamente, Katia Ricciarelli: «Il progetto con i bambini mi ha regalato grandi soddisfazioni. Diventeranno il futuro pubblico dell’opera. Il prossimo anno festeggio 50 anni di carriera e mi auguro di andare avanti con questa iniziativa di grande pregio».

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