Prof in pensione, boom di richieste: +30%  E l’Inps smentisce il ministro: non è caos

Il rischio caos

I sindacati comunque restano scettici: soprattutto riguardo ai 4600 rigettati, che potrebbero fare ricorso e chiedere una rettifica della propria posizione. Una situazione che rimarrebbe assolutamente privata, se non riguardasse la scuola. Come spiega lo stesso Istituto di previdenza, «la necessità di procedere ad una preventiva verifica del diritto a pensione deriva dalla peculiare esigenza del comparto scuola di poter garantire all’inizio di ogni anno scolastico la continuità didattica»: cioè, entro il 31 agosto bisogna sapere quante saranno le cattedre disponibili per far entrare in ruolo i vincitori di concorso e chi aspetta in graduatoria. Sapere se quei 4600 resteranno al lavoro o andranno via è importante. Ma poiché lo stesso Inps ammette che «per queste ultime posizioni l’Istituto, in stretta collaborazione con i competenti uffici ministeriali, sta provvedendo ad ulteriori approfondimenti», il rischio che sull’inizio dell’anno scolastico pesi (l’ennesima) grana è altissimo.

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