Siria, le truppe di Assad entrano a Daraa, la culla della rivolta

Siria, le truppe di Assad entrano a Daraa, la culla della rivolta
La bandiera del governo siriano sventola nei sobborghi di Daraa (afp)

L'esercito regolare ha ripreso il controllo della città, dove quasi sette anni fa era iniziata la rivolta popolare. Issata la bandiera di Damasco.

Dopo sei anni e mezzo, le truppe del regime di Damasco hanno ripreso il controllo militare e amministrativo di Daraa, città nel sud della Siria, al confine con la Giordania, da dove nel 2011 era partita la rivolta poplare contro il presidente siriano Bashar al-Assad. Dal 2012 Daraa era divisa in due parti, una sotto il controllo lealista, ed una in mano alle opposizioni armate. 

Il 19 giugno scorso, Damasco e Mosca avevano lanciato un'offensiva governativa, accerchiando e gradualmente isolando Daraa dal resto della sua periferia, già da giorni in gran parte tornata sotto il controllo delle forze governative e della polizia russa. La tv di stato siriana ha oggi mostrato le immagini della bandiera nazionale issata nella piazza centrale di Daraa, su un'alta torre di trasmissione elettrica nella zona a lungo controllata dagli insorti. 

L’avvenimento segue l’accordo tra gli emissari russi e i ribelli, secondo il quale i ribelli hanno accetato di lasciare Daraa. Ibrahim Jabbawi, il portavoce dei ribelli, ha spiegato all’agenzia di stampa siriana ‘Dpa’ che l’intesa prevede la consegna da parte dei ribelli stessi delle armi pesanti, in cambio dell’approvazione del regime di poter lasciare Daraa e dirigersi verso nord. La polizia militare russa e una delegazione che rappresenta il governo stanno ora supervisionando la riconsegna delle armi. Jabbawi ha sottolineato che alle truppe siriane non è permesso entrare nelle aree controllate dai ribelli in quanto ciò rappresenta una "chiara violazione" dell'accordo tra loro e la Russia. La guerra civile iniziata nel 2011 ha ucciso almeno mezzo milione di persone, causando lo sfollamento e la fuga di almeno 13 milioni di civili. L'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha ora chiesto di poter soccorrere 210 000 siriani dislocati nel sud del Paese ed in serio bisogno di assistenza medica. Sono almeno 15, di cui 12 bambini, i siriani morti nell'ultima settimana a causa di disitrazione (le temperature al momento sono superiori ai 45 gradi) ed altre malattie legate alla contaminazione dell'acqua. 

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