Francia, l’Assemblea toglie la parola «razza» dalla Costituzione

Approvato venerdì 13 luglio il primo emendamento, fortemente simbolico, al progetto di revisione della Costituzione: l'Assemblea nazionale francese ha soppresso all'unanimità la parola «razza» dell'articolo 1 della Legge fondamentale e ha inoltre vietato qualsiasi «distinzione di sesso» . Nell'articolo riscritto 1, che definisce i valori fondamentali della Repubblica, la Francia «garantisce l'uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, origine o religione», anziché «senza discriminazione di origine, razza o religione», formulazione adottata all'unanimità dai 119 deputati presenti (vuoti i banchi dell'estrema destra). Questa formulazione sarà ovviamente definitiva solo se la revisione costituzionale avrà successo.

«La razza non esiste, ma il razzismo esiste e uccide»

L'emendamento adottato è stato quello del presidente del gruppo UDi-Agir Jean-Christophe Lagarde, ma quasi tutti i gruppi politici hanno presentato emendamenti in tal senso. Il gruppo del Rassemblement National (ex Front National) di Marine Le Pen era assente. Quando la parola «razza» fu introdotta nel preambolo della Costituzione del 1946 e ripresa nel 1958, i costituenti volevano, dopo il nazismo, cancellare l'eredità della storia coloniale e le teorie del diciannovesimo secolo. «La razza non esiste, ma il razzismo esiste e uccide», ha detto Emilia Roig del Center for Intersectional Justice, intervistata da France Info. Nel 2013, la parola «razza» venne già bandita dalla legislazione transalpina, una prima tappa, avviata dall'ex presidente Francois Hollande, che si impegnò a cancellarla anche dalla Costituzione, e ora il successore, Emmanuel Macron, cerca di condurla in porto.

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