Ilva, la sfida di Emiliano: «Basta ricatti, non ritiro il ricorso» 5 cose da sapere

«disposto a incontrare Arcelor Mittal»

«La Regione Puglia non ritirerà il ricorso sulla base di annunci», e «sarà difficile che qualcuno mi costringa, attraverso pressioni non motivate, a fare alcunché». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine di una conferenza stampa sulle 146 assunzioni all’Arpa di Taranto. «Siamo convinti che la diretta assunzione in capo al Presidente del Consiglio dei Ministri sia una buona notizia. Io ho fiducia nel presidente del Consiglio dei Ministri. Sono convinto che egli sia portatore di una terzietà rispetto alle vicende dell’acquisto dell’Ilva» ha aggiunto Emiliano. Quest’ultimo si è detto disponibile anche a incontrare i nuovi proprietà dell’acciaieria, vale a dire il gruppo Arcelor-Mittal: «Ho avuto già la disponibilità dell’azienda che mi chiede un incontro. Incontreremo l’azienda appena questa sarà disponile. Noi siamo convinti che un incontro tra noi e Arcelor Mittal, assieme ovviamente al Comune di Taranto, possa garantire la produzione e la salute dei cittadini, meglio di tutte le chiacchiere che sono state fatte fino a oggi».

Calenda: «Emiliano irresponsabile»

La strategia di Emiliano, dunque, sembra ancora una volta quella di trattare in prima persona con i nuovi azionisti indebolendo il ruolo del governo. Un percorso che però nè Arcelor Mittal, nè tanto meno Palazzo Chigi sono stati fino a oggi disposti ad accettare. La cordata degli investitori ha già anticipato che, nel caso della bocciatura del piano di rilancio da parte della magistratura, chiederà al governo garanzie sull’investimento da 2,2 miliardi. Il ministro Carlo Calenda dal canto suo ha parlato di «ostruzionismo irresponsabile» da parte di Emiliano perché il ricorso rischia di mettere in fuga gli investitori, blocca l’avvio della bonifica (che secondo il disegno del governo avrebbe potuto iniziare già a gennaio) ma soprattutto costringe alla fermata della produzione.

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