Gran Bretagna, caso Alfie Evans: no dei giudici al trasferimento del bimbo a Roma

Gran Bretagna, caso Alfie Evans: no dei giudici al trasferimento del bimbo a Roma
Un'immagine tratta dal profilo Facebook "Save Alfie Evans" (ansa)

Il piccolo ha 23 mesi ed è affetto da una malattia neurologica degenerativa e molto invalidante

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA – Un altro no della giustizia per il piccolo Alfie Evans, il bambino inglese di 23 mesi affetto da una gravissima patologia neurologica, che i genitori avevano chiesto di trasferire da Liverpool, dove è attualmente in cura, all'ospedale del Bambino Gesù di Roma. Il ricorso dei familiari davanti a una corte d'appello britannica è stato respinto, così come erano state negate le precedenti richieste di continuare a curare e mantenere in vita Alfie.
 
Secondo i tribunali del Regno Unito, sentito il parere dei medici, proseguire i trattamenti non comporta alcuna speranza di guarigione e finisce per infliggere al bambino soltanto un accanimento terapeutico inutile e per lui doloroso. Ma i genitori, Tom e Kate Evans, finora non si erano arresi e avevano cercato così un'ultima strada in Italia. Dove i responsabili del Bambino Gesù si erano detti disposti ad accogliere Alfie e prolungare le cure. 
 
La decisione conferma il via libera dato dai giudici inglesi alla procedura di distacco del piccolo malato dai macchinari che lo tengono in vita. Un caso che ricorda da vicino quello del "piccolo Charlie", un altro bambino inglese sofferente di una malattia senza speranza, perlomeno secondo i sanitari, ma che i familiari hanno cercato disperatamente di far continuare a curare, rivolgendosi a tre gradi di giudizio in Gran Bretagna e poi anche alla Corte Europea dei Diritti Umani.

Alla fine, a Charlie è stata "staccata la spina", come si dice brutalmente in questi casi, nonostante un appello del Papa, e il bambino è morto lo scorso anno fra le braccia dei genitori.

 
La stessa sorte sembra ora destinata ad Alfie. Anche per lui è intervenuto ripetutamente il pontefice, l'ultima volta poco prima di visitare una parrocchia alla periferia di Roma dove ha incontrato numerosi bambini. Papa Francesco ha rivolto un pensiero ad Alfie, chiedendo ai fedeli di pregare per lui. Anche la Farnesina ha seguito la vicenda, prendendo contatto con i genitori attraverso l'Ambasciata e il Consolato italiano di Londra, per l'eventualità che il trasferimento nel nostro paese venisse autorizzato.

Una petizione online per "salvare Alfie Evans" ha raccolto 230 mila firme. Secondo gli specialisti che lo hanno seguito in questi mesi all'ospedale di Liverpool, è tuttavia impossibile salvarlo, a causa di una malattia degenerativa del sistema nervoso che non lascia speranza.

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