Scontro treni Puglia, il ministro dei Trasporti rinuncia a costituirsi parte civile nel processo

Scontro treni Puglia, il ministero dei Trasporti rinuncia a costituirsi parte civile nel processo

Daniela Castellano, figlia di una delle vittime e presidente dell’Associazione strage treni Puglia (Astip, alla quale aderiscono 15 famiglie) ha detto che "si sentono traditi dallo Stato, presi in giro dopo le promesse fatte anche dal ministro Toninelli, quando è venuto a luglio, che ora se ne lava le mani"

Per il ministero si tratta di un mero aspetto formale, per gli avvocati delle parti civili è invece “una fuga delle istituzioni dal processo”. Ciò che è certo è che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), citato come responsabile civile, ha chiesto di essere escluso dal processo sul disastro ferroviario che il 12 luglio 2016, sulla tratta a binario unico Andria-Corato gestita da Ferrotramviaria, costò la vita a 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri. Come detto, il Mit ha motivato la sua richiesta di esclusione per un aspetto formale, ritenendo il decreto di citazioneincompleto.

Non la pensa così l’avvocato Andrea Moreno, difensore di alcune parti civili, che ha parlato di “fuga delle istituzioni dal processo”. Daniela Castellano, figlia di una delle vittime e presidente dell’Associazione strage treni Puglia (Astip, alla quale aderiscono 15 famiglie) ha detto che i familiari “si sentono traditi dallo Stato, presi in giro dopo le promesse fatte anche dal ministro Toninelli, quando è venuto a luglio, che ora se ne lava le mani“. “L’atteggiamento del Ministero – ha continuato la Castellano – è una mancanza di rispetto per i morti e le loro famiglie. Ma noi non ci arrenderemo. Il caso Cucchi ci insegna che le battaglie dei familiari delle vittime sono quelle che portano alla verità – ha detto ancora – Noi abbiamo pagato con il sangue dei nostri cari e la voglia di verità viene prima di tutto”.

Nell’udienza preliminare che si sta celebrando a Trani dinanzi al gup Angela Schiralli si sono costituiti come responsabili civili anche Ferrotramviaria, società imputata nel procedimento per la responsabilità amministrativa degli enti, e la Regione Puglia. Entrambe, come il ministero, hanno chiesto l’esclusione. Il giudice si è riservato e deciderà alla prossima udienza del 18 ottobre. Per la strage rischiano il processo 18 imputati tra dirigenti e dipendenti della società Ferrotramviaria e del ministero, accusati a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso.

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