Terremoto 2016: sono finiti i fondi, stop  ai contributi agli sfollati

Contatti interrotti

“Pare” perchè lo stato delle comunicazioni tra il governo e le regioni è di fatto interrotto. I quattro governatori hanno chiesto un incontro congiunto al premier, Giuseppe Conte, sin dal momento del suo insediamento a Palazzo Chigi, hanno reiterato la richiesta pochi giorni fa, ma al momento non hanno ancora avuto nessuna risposta. Nè i governatori sono riusciti a incontrare il nuovo Commissario alla Ricostruzione, Piero Farabollini, nominato dal governo circa una settimana fa. A rischio, col blocco dei fondi, c’è il pagamento del Cas, cui hanno diritto circa 20 mila sfollati, e che per quasi tutti è in ritardo da luglio, ma anche la messa in sicurezza dei paesi devastati dal sisma. <Stante l’attuale indisponibilità di cassa> premette Davide Piccinini, direttore della Protezione Civile delle Marche nella lettera, i soggetti attuatori, cioè comuni, diocesi e ora anche le università, <avranno cura di completare i rapporti contrattuali in essere… evitando la sottoscrizione di ulteriori obbligazioni al fine di scongiurare possibili problematiche erariali>.

Eccezione per i beni culturali

«In un’ottica di razionalizzazione della spesa» si legge ancora, «riteniamo siano da portare a conclusione gli interventi di messa in sicurezza di cui alla Circolare del Dpc del 22/12/2016 già avviati e di evitare di avviarne ulteriori. Eccezioni possono essere fatte solo per i Comuni nelle zone epicentrali, esclusivamente per edifici e beni culturali ricadenti all’interno delle zone rossa perimetrate».

La fine dell’emergenza

Stante la scadenza dello stato di emergenza fissato attualmente al 31 dicembre 2018, la Regione ricorda che dopo questa data «potranno essere liquidati i soli interventi il cui affidamento è avvenuto entro tale data». Nella stessa lettera Piccinini sollecita i Comuni ad «attivarsi per incentivare forme di assistenza economicamente più sostenibili» per i circa mille sfollati che sono ancora sfollati negli hotel della cosa marchigiana.

Spesi 652 milioni in due anni

Nei due anni dal terremoto del 2016 a oggi la Regione Marche ha speso 207 milioni di euro per le Sae, 195 per il Cas agli sfollati, 80 per l’ospitalità negli hotel, 70 per gli interventi di messa in sicurezza, 26 per agricoltori e allevatori, 27 per la gestione delle macerie, 9 per la messa in sicurezza dei beni culturali, 5 per la delocalizzazione delel attività produttive. Il totale della spesa della Regione con i fondi della Protezione Civile, in questo periodo, ammonta così a 652 milioni di euro

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