21 mila euro in 2 mesi per la nuova dirigente Ghirri, le opposizioni all'attacco

La nuova dirigente Rosanna Ghirri, per i primi due mesi di lavoro, costerà complessivamente 21.500 euro alle casse del Comune. Una cifra che rientra nei livelli di retribuzione previsti per i ruoli apicali di palazzo civico, come ha spiegato oggi il dirigente del personale Mario Piazzini, in una commissione convocata per fare luce sulla procedura di assunzione della commercialista spezzina, anticipata un mese fa da Gazzetta della Spezia.

Alla commissione avrebbe dovuto partecipare anche il sindaco Pierluigi Peracchini, che però non si è presentato (le opposizioni hanno quindi chiesto la riconvocazione per poterlo ascoltare).

Ghirri è stata nominata nuovo dirigente esterno a tempo determinato da Peracchini a inizio ottobre, al termine di una procedura concorsuale durata più di un anno e iniziata subito dopo l’insediamento della nuova amministrazione. Tra i malumori non solo dell’opposizione, che ha puntato il dito contro i costi della nuova assunzione, ma anche di parte della stessa maggioranza di centrodestra, che ha storto il naso sui precedenti incarichi di Ghirri nell’orbita del centrosinistra.

Tirando le somme, per le casse comunali l’assunzione di Ghirri costerà 21.500 euro per il solo 2018: 16.300 di competenze e 5.200 di cosiddetti oneri riflessi. “La procedura concorsuale per l’assunzione di Ghirri è iniziata a luglio 2017: la sua nomina satura le ulteriori possibilità di assunzione dall’esterno”, ha spiegato Piazzini in commissione.

Riavvolgendo il nastro, ecco il “caso Ghirri” spiegato passo passo: sono 99 le domande arrivate per il concorso, anche da fuori provincia (l’avviso era stato pubblicato anche in Gazzetta Ufficiale), e 46 le candidature ammesse in base a requisiti prestabiliti; un’ulteriore scrematura ha ridotto i papabili a 11, di cui soltanto 5 si sono presentati al colloquio orale; 4 persone, infine, sono risultate “parimenti idonee” (a pari punteggio), in base alla valutazione di un’apposita commissione.

“Quando si tratta dell’assunzione di un dirigente, infatti, il sindaco non può fare una valutazione personale, come per il suo staff, ma deve passare attraverso una procedura di valutazione da parte di una commissione – ha chiarito Piazzini – Tra i quattro candidati rimasti, Peracchini ha quindi individuato intuitu personae la dottoressa Ghirri”.

L’ex presidente di Spedia ora è temporaneamente a capo del Dipartimento I (Servizi finanziari e alla persona), in attesa della riorganizzazione dell’intero quadro dirigenziale per il 2019. Ghirri di fatto ha preso il posto di Pierluigi Fusoni, andato in pensione a ottobre 2016 (Fusoni era però anche direttore operativo dell’ente e dipendente “interno” al Comune).

L’imprevista assenza di Peracchini dalla commissione non è passata inosservata agli occhi del centrosinistra: “Mi dispiace trovarmi costretta a conversare solo con Piazzini – ha esordito Federica Pecunia, capogruppo del Partito Democratico – Ghirri costerà quasi 22 mila euro al Comune per due mesi di lavoro. A questo bisogna aggiungere un aumento del 65% delle spese del gabinetto del sindaco rispetto all’amministrazione Federici, con l’inserimento di due figure in più. Abbiamo spesso sentito lamentare da parte di Peracchini la scarsità delle risorse di cui soffrirebbe il Comune. Ma è evidente che l’assunzione di un nuovo dirigente è possibile, perché sta dentro il quadro di bilancio. Finalmente sfatiamo il mito delle casse comunali ridotte male”.

“Questa commissione, senza la presenza del sindaco, è totalmente inutile – ha rincarato Paolo Manfredini del Partito Socialista – Sono sicuro della correttezza e della competenza di Piazzini, ma immagino che un esborso economico di questo tipo presupponga l’aspettativa di un cambio di passo in termini di efficienza della macchina comunale. Altrimenti non capisco perché si debbano tirare fuori tutti questi soldi per un dirigente di questo livello. Mi piacerebbe che a queste domande politiche rispondesse Peracchini, che oggi non c’è. La funzione di questa commissione viene svilita: è una strana idea di democrazia”.

“L’altra sera Paolo (riferito a Manfredini, ndr), in consiglio comunale, sembrava che avessi un’altra opinione sulla correttezza della procedura curata da Piazzini – ha ribattuto Fabio Cenerini, capogruppo della lista Toti-Forza Italia – L’ordine del giorno che hai firmato, infatti, parlava di una procedura di facciata per il solo fatto che il nome di Ghirri circolava da mesi come papabile”.

A ribadire la correttezza dell’intero iter che ha portato alla nomina è stato ancora Piazzini: “Se oggi dovessi ripartire daccapo, ripeterei pedissequamente tutto quello che è stato fatto. Non ho neanche il minimo sentore di situazioni non trasparenti, altrimenti non sarei qui a darvi spiegazioni. Si è trattato di una procedura di massimo rigore”.