I guai social della sindaca di Roma

I guai social della sindaca di Roma


Roma, 10 nov. (AdnKronos) – Dal frigo-gate alle pecore tosaerba fino alla funivia Casalotti-Battistini. Sono diverse le idee e i progetti, a volte progetti rimasti al palo, della giunta Raggisu cui si è scatenata l’ironia dei social.
IL FRIGO-GATE – Nasce dalla grande grana dei rifiuti il ‘frigo-gate’. Davanti alle domande su come intenda gestire la raccolta, Raggi, in un’intervista a Repubblica (ottobre 2016), avanza un sospetto. ”Non ho mai visto tanti rifiuti pesanti, divani, frigoriferi abbandonati per strada. È un po’ strano, ci sono frigoriferi che invece di essere portati all’isola ecologica vengono buttati vicino ai cassonetti e non è mica un lavoro semplice portarli lì. Mi sembra strano”.
Sul ‘complotto dei frigo’, da subito così ribattezzato, i social si scatenano tra video, fotomontaggi e un fiorire di battute: ‘Frighi in assetto militare in marcia verso Roma, si teme un attacco imminente’; ‘Anche le lavatrici stanno remando contro’. Fino alla celebre parodia di Maurizio Crozza nei panni di papa Francesco con un frigo caricato sulle spalle perché ”l’unico che li raccoglie, ‘sti frighi di Roma, sono io”. In realtà da più parti si fa notare che da oltre tre mesi, 18 giugno 2016, il servizio Ama di ritiro dei rifiuti ingombranti risulta, semplicemente, sospeso.
L’IDEA DELLA FUNIVIA – Celebre anche l’idea della funivia Casalotti-Battistini. Lanciata da Raggi già in campagna elettorale, raccogliendo una proposta di un comitato di quartiere di Casalotti, in corso d’opera è riuscita a guadagnarsi uno studio di fattibilità. Novanta milioni il costo stimato, per 43mila passeggeri al giorno, 4 km di tragitto che dovrebbero percorrersi in 19 minuti e 4 fermate. Un progetto che, per ora, sembra essersi arenato. Nonostante i finanziamenti previsti siano stati stralciati nella delibera sull’assestamento di Bilancio, ad agosto scorso Raggi ha rassicurato che il ”progetto va avanti” e che la funivia ”sarà pronta entro il 2021”.
LE PECORE TOSAERBA – Alle porte della stagione estiva arrivano anche le ‘pecore tosaerba’ per la manutenzione dei parchi. Davanti ai parchi di Roma diventati giungle, con un Servizio Giardini a ranghi ridotti e le gare per la manutenzione del verde ferme al palo, Raggi annuncia un accordo con la Coldiretti per l’utilizzo di 50mila pecore per sfalciare l’erba di una ventina di aree verdi ma, assicura, che ”le pecore non verranno in centro”. L’opposizione saluta, dopo ”ratti, gabbiani e cinghiali”, l’arricchimento dello ”zoo romano pentastellato”.
A settembre, però, l’ecopascolo sembra già destinato all’oblio. Davanti a un’interrogazione della consigliera di opposizione Svetlana Celli, il Dipartimento Ambiente risponde che si sta ”verificando la fattibilità del progetto valutandone gli aspetti sanitari e logistici”. Parole che suonano come un addio agli ovini nei parchi della capitale.


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