Il chilo non peserà più un chilo. In arrivo la rivoluzione delle unità di misura

Il chilo non sarà più lo stesso di un tempo. Potrebbe sembrare una frase senza senso eppure è esattamente quello di cui si parlerà alla Conferenza Generale su Pesi e Misure che dal prossimo 13 novembre per 3 giorni coinvolgerà a Versailles oltre 57 membri del Comitato rappresentanti il medesimo numero di paesi del mondo. Un’occasione storica quella di revisionare le unità di misura come il peso ma anche la mole, l’ampere e il Kelvin.

La conferenza prevede un sistema di votazione che i membri della stessa utilizzeranno per esprimere il loro giudizio pronti a delineare e ridefinire appunto le nuove unità di misura che dovrebbero entrare in vigore poi dal prossimo 20 maggio 2019. Il motivo di tale interesse ma soprattutto di cambiamento degli attuali sistemi di misurazione riguarda oggetti fisici che non garantiscono più valutazioni quantitative corrette in quanto possono modificarsi nel tempo. Ecco che la commissione ha deciso di correggere le quantità ridefinendo per la prima volta le unità di misura su costanti della fisica.

Il chilogrammo non sarà più lo stesso

Non sarà l’unico a poter cambiare il proprio “aspetto” numerico ma di certo è il protagonista principale. Parliamo del chilogrammo, l’unità di misura che da sempre ci permette di quantificare un determinato peso. Tecnicamente il prototipo internazionale del chilogrammo, denominato nello specifico dai tecnici IPK, e conosciuto come “Grande Kilo”, venne delineato per la prima volta nel 1889 per rendere concreta la possibilità di misurazione del peso. A livello scientifico il chilogrammo non è altro che “la massa di un decimetro cubico di acqua distillata mantenuta alla pressione di un’atmosfera e 3.98 gradi Celsius”.

Il chilogrammo è esplicitamente un cilindro circolare con diametro ed altezza di 39 mm ciascuno ed è realizzato da una lega composta al 90% di platino e al 10% di iridio. Ecco che proprio questi materiali nel corso del tempo non sono rimasti identici a causa della chimica e in quasi 130 anni hanno subito delle oscillazioni fino ad arrivare ad una differenza di 50 microgrammi.

Tutto questo comporta importanti problemi per la ricerca visto che il valore effettivo dell’IPK tende ad allontanarsi sempre di più dal’originale. Per questo è necessario aggirare la problematica  intervenendo con un valore universale che rimanga sempre il medesimo come ad esempio la costante di Planck.

Cosa cambierà con il ”nuovo” chilogrammo

Durante la Conferenza generale dei pesi e delle misure verranno prese delle decisioni sulla base di nuovi esperimenti e test sviluppati durante la conferenza tenutasi a Parigi dal 16 al 20 ottobre, in modo da eliminare le misure arbitrarie e ritornare ad uno standard universale e uniforme. Le modifiche arriveranno dal prossimo Maggio 2019 per tutti coloro che utilizzeranno il sistema internazionale e mentre, per gli utenti il cambiamento sarà praticamente indolore perché le scale convenzionali non cambieranno, le stesse si modificheranno per le scale degli scienziati.

In questo caso il chilogrammo tecnicamente verrà definito “Watt Equilibrio” e si farà riferimento ad un esperimento con laser che permette di confrontare l’energia meccanica con l’energia elettromagnetica di corrente e massa. Con le misurazioni tecniche dell’esperimento e l’introduzione della costante di Plank, gli scienziati potranno determinare con esattezza e precisione la massa del chilogrammo anche in futuro e con modificazioni chimiche.








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