"Non si è mai preparati a una cosa del genere": Silva racconta il dramma del figlio

L’attaccante spagnolo del Manchester City racconta la paura vissuta dopo la nascita prematura del piccolo Mateo: “Non so come ho fatto a resistere”

'Non si è mai preparati a una cosa del genere': Silva racconta il dramma del figlio


Alla fine del 2017 David Silva era un calciatore con un curriculum pieno di successi e un contratto d’oro con il Manchester City, da qualche anno una delle squadre più forti d’Inghilterra. “El Chino”, come veniva soprannominato quando giocava nel Valencia, non poteva immaginare che cosa gli riservasse il destino. Dopo la gioia per aver raggiunto con la Spagna i vertici del calcio vincendo il Mondiale nel 2010 era arrivato il momento della paura e del dramma. Ai primi di gennaio del 2018, l’attaccante da 7 milioni di euro di stipendio parlò con l’allenatore Guardiola, lasciò la squadra e volò in Spagna perché suo figlio Mateo rischiava di morire. In un messaggio sui social raccontò le sue paure e le sue speranze. “Vorrei anche condividere con voi la nascita di mio figlio Mateo, che è nato estremamente prematuro e ora sta superando i suoi primi giorni lottando con l’aiuto del team dei medici che lo assistono”, scrisse su Twitter.

“Non so come ho fatto a resistere”

A fine agosto David Silva, per il suo debutto stagionale di Premier League, è sceso in campo per la prima volta insieme al piccolo Mateo che teneva in braccio. I tifosi dei Citizens hanno applaudito, lui ha ricambiato i saluti. “E’ stato il momento più bello della mia vita”, ha confessato il bomber. Ora ,a distanza di undici mesi dal dramma sfiorato, l’attaccante iberico ha voluto raccontare come ha vissuto quei giorni terribili. “E’ stato decisamente stato il momento più complicato della mia esistenza”, ha detto Silva al Daily Mail. “Ero sempre in giro, mangiavo male, non dormivo, non mi allenavo e se mi allenavo mi allenavo male. Ancora non so come ho fatto a resistere”, ha aggiunto l’attaccante.

“Non si è mai preparati a qualcosa di simile”

L’uomo Silva ha preso il posto del calciatore Silva.  “Il calcio è la cosa che mi ha aiutato di più. Per 90 minuti era l’unica cosa che mi permetteva di dimenticare tutto. Per quel breve periodo mi godevo la partita, ma quando finiva tutto tornava ben presente nella mia testa”, ha aggiunto. “Non si è mai preparati a qualcosa di simile. Ma si impara a valutare e a capire quali sono le cose davvero importanti nella vita”, ha concluso. 

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