Rifiuti, assessore Giampedrone: “Dalla giunta scelte coraggiose dopo la gestione arcaica del PD”

 “Probabilmente i consiglieri regionali del Pd vivono su Marte e ogni tanto scendono sulla terra e anche su Genova, pensando che la loro eredità in fatto di gestione di rifiuti che la Commissione bicamerale aveva definito arcaica, possa in men che non si dica sparire. Quanto sta attraversando Genova, dopo l’emergenza del ponte Morandi, è uno degli elementi di criticità del ciclo genovese dei rifiuti, ma è indipendente dalle scelte che Regione Liguria ha compiuto con coraggio riallineandosi ad una gestione del ciclo dei rifiuti con un senso economico-ambientale e politico”. Risponde così l’assessore regionale all’Ambiente Giacomo Giampedrone ai consiglieri del Pd.

“Da quando abbiamo approvato la legge regionale 20  il tasso di raccolta differenziata è cresciuto in Liguria dal 38,63% del 2015 al 48,52% del 2017 – continua Giampedrone – Inoltre i Comuni che hanno dato vita ad un sistema di raccolta differenziata oltre il 65%  sono passati da 16 a 100. Dal 2016 al 2017 alla Spezia siamo passati da una percentuale di raccolta differenziata del 53,66% a una percentuale del 67,03%, a Savona siamo passati dal 50% al 520% a Imperia dal 38,22% al 43,69% e a Genova dal 39,49% al 41,63%. Abbiamo incrementato il ruolo degli impianti regionali al servizio di tutto il territorio, ottenendo una riduzione dei trasporti per poi portare i rifiuti a Scarpino”.

“Dai dati riportati risulta evidente – aggiunge Giampedrone –  la differenza tra la gestione del ciclo dei rifiuti della precedente giunta e quella attuale, che emerge dal confronto impietoso sulla raccolta differenziata con la riapertura di Scarpino e una previsione di impianti che prima non era mai stata fatta”.

“Spiace pertanto dover constatare che per quanto riguarda il Pd sembra che tutto si sia fermato alla loro gestione fallimentare – continua –  Non compete alla Regione dare giudizi sulla gestione cittadini di AMIU , in quanto l’azienda risponde agli Enti che la compongono, ma è indubbio che il ponte Morandi l’ha danneggiata pesantemente in modo diretto e indiretto, tanto che il commissario per l’emergenza Giovanni Toti ha previsto ulteriori 800mila euro di costi aggiuntivi, da erogare all’azienda. Pertanto speculare sul disagio di AMIU è fuori luogo, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche politico”.