No Tav, in 40mila alla manifestazione di Torino dell’8 dicembre – Corriere della Sera

Il tweet di Appendino

Nel tardo pomeriggio arriva il tweet della sindaca Chiara Appendino: «Oggi a Torino è tornata in piazza una comunità che da trent’anni si batte contro il Tav, una grande opera che rappresenta un modello di sviluppo del passato a fronte di un mondo che sta cambiando molto velocemente con prospettive inedite. A manifestare c’erano giovani, donne, professionisti, cittadini, dalla Val Susa e non. Persone che vogliono ribadire che un futuro disegnato su un modello di sviluppo alternativo, sostenibile e collettivo è possibile. E che non può essere rappresentato dalla linea Torino-Lione». «Si tratta di una prospettiva che condivido pienamente – ha aggiunto – motivo per cui non ho mai esitato a ribadire la mia contrarietà all’opera e la vicinanza a chi condivide queste istanze».

«Il più grande corteo No Tav di sempre»

«Mentre la coda del corteo non ha ancora lasciato piazza Statuto, possiamo già dire che siamo 70.000 e faremo i conti finali in piazza Castello. Una marea No Tav». Lo afferma una nota del Movimento. «È il più grande corteo No Tav di sempre», sostengono gli oppositori alla Torino-Lione su notav.info. «I conti esatti li facciamo all’arrivo in piazza Castello», dicono, sostenendo che quella di oggi verrà ricordata come una «data storica».

Sganga (M5S): «Si fermi subito l’opera»

E Valentina Sganga, capogruppo del Movimento 5 Stelle di Torino aggiunge: «Questa massa democratica non può soggiacere a nessun valore economico. Che i nostri ministri, forti dei 70 mila in marcia oggi, fermino subito l’opera».

Dal palco il saluto di Erri De Luca

«Siamo 100 mila, vi rendete conto?» dice dal palco il leader storico della protesta Alberto Perino, quando la piazza non è ancora piena. «Abbiamo sempre avuto governi ostili e meno ostili — commenta — Il governo fa il governo, il movimento No Tav il movimento No Tav. Siamo in tanti, allegri e colorati, siamo convinti. Perché se chiedi a ognuno di loro cos’è il Tav lo sanno. Le madamin e la loro piazza no. Noi siamo 30 anni che facciamo manifestazioni e portiamo decine di migliaia di persone, io non li ho mai contati, io guardo le masse. Noi siamo sempre qui, abbiamo preso botte e condanne, ma siamo sempre qui. Siamo tanti e sopratutto siamo convinti». Dal palco il saluto dello scrittore Erri De Luca. È intervenuto anche il vicesindaco di Napoli Enrico Panini che porta l’appoggio del sindaco partenopeo Luigi de Magistris: «Siamo qui perché condividiamo le preoccupazioni e le posizioni dei sindaci della valle e dei cittadini – ha detto – è un’opera devastante e inutile».

Lele Rizzo: «Abbiamo vinto la sfida»

«Ci hanno lanciato la sfida e abbiamo vinto. In questa piazza vedo tanta normalità, ci sono moltissimi giovani e nessuno di chi ha manifestato oggi è stato precettato». sono le parole di Lele Rizzo, leader del centro sociale Askatasuna e del movimento No Tav, dal palco della manifestazione di Torino. «Ci fanno passare per retrogradi – ha aggiunto – ma noi abbiamo la vera idea di futuro. Siamo motivati non da interessi personali, ma da un linguaggio di chi pensa per la collettività».

Rifondazione, Arci, Potere al popolo (e il vicesindaco)

Le bandiere mosse dal vento sono tantissime, dalla classica No Tav, a Rifondazione Comunista, Arci, Potere al Popolo, fino a tutte quelle dei movimenti provenienti da tutta Italia. Tra loro anche la maggioranza a 5Stelle, «capitanata» dal vicesindaco Guido Montanari con la fascia, e alcuni assessori. «È scritto nel nostro programma elettorale quindi è giusto scendere in piazza. Quella di oggi è una manifestazione della società civile e io sono qui come cittadino. Non mi interessa il confronto con l’altra piazza, questa manifestazione c’è sempre stata, si è solo spostata a Torino», ha detto l’assessore all’Ambiente Alberto Unia, che aggiunge: «Normale che i parlamentari non ci siano, sono giù a lavorare per il bilancio, li rappresentiamo noi».

Sindaci della Valsusa e consiglieri M5s

Sfilano dietro uno striscione anche i sindaci della Val di Susa, con in testa Sandro Plano e Mauro Carena del Pd. Gli amministratori Cinquestelle, consiglieri regionali e comunali, con il vicesindaco di Torino, i sindaci di Piberolo, Venaria e San Mauro, procedono dietro un secondo striscione separato. C’è anche il capo di gabinetto della città di Torino, Mauro Marinari.

Gilet gialli dalla Francia

Alla manifestazione partecipa un gruppetto di una quindicina di gilet jaune dalla Valle francese della Maurienne. «Questo progetto -— dice Jeanluc di Montricher Albanne — è uno spreco di soldi che potrebbero essere spesi diversamente. E la vecchia Torino-Lione potrebbe benissimo essere adattata se solo si volessero investire delle risorse. Intanto, a Villarodin, dove si stanno scavando i 9 chilometri dell’ultima galleria preparatoria, gli abitanti non hanno più l’acqua».

Jilet jaune dalla Valle francese della Maurienne
Jilet jaune dalla Valle francese della Maurienne

Rider contro Guido Montanari

Durante il corteo, un esponente del gruppo di rider della Cavallerizza Occupata si è scagliato contro il vicesindaco Montanari, contestandolo. E un uomo è stato allontanato dal servizio d’ordine della manifestazione. Aveva gridato: «Servi della Lega».

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