Valanga a Chamois: muore scialpinista travolto sotto gli occhi della compagna

«Ho visto il mio compagno trascinato a valle e inghiottito dalla valanga». Così, in una manciata di secondi, si è consumata oggi alle 14 la tragedia al Col Pillonet, a quota 2.400 metri circa, sopra la località di Chamois, in Valle d’Aosta. Sotto la slavina è rimasto, senza vita, Francois Lachere, scialpinista francese di 53 anni, residente ad Alberville, in Savoia, dopo essere stato scaraventato per 70 metri.

La sua fidanzata, Veronique Salle (55), si è miracolosamente salvata, riuscendo a scansarsi. Ha assistito impotente alla scena e si è subito precipitata a cercarlo con un apparecchio Artva. Dopo aver localizzato il corpo, ha chiamato i soccorsi. Il distacco, di dimensioni contenute, è stato generato da una ‘placcà, un insidiosissimo cumulo di neve formato dal vento, che si trovava leggermente sopra i due fidanzati. «Francois ha visto prima di me la slavina, mi ha urlato di fare attenzione, io mi sono spostata mentre lui è stato travolto», ha spiegato la donna ai finanzieri del Sagf di Breuil-Cervinia che hanno ricostruito l’accaduto.

Partita dal villaggio di Cheneil nella Valtournenche, la coppia stava salendo verso il colle lungo un itinerario considerato facile. La donna si trovava davanti, mancavano ancora 150 metri alla meta. «Possono essere stati ingannati dalla scarsa visibilità dovuta alla copertura di nubi che ha impedito di vedere la placca», spiega Paolo Comune, direttore del soccorso alpino valdostano. Il bollettino valanghe indica nella zona un pericolo ‘marcatò (grado tre su una scala di cinque).

Una situazione di rischio notevole, ma non tale da escludere la possibilità di fare delle gite. A patto che si faccia molta attenzione. «Era previsto che sopra i 2.300 metri ci potessero essere delle placche provocate dai venti Nord occidentali che hanno ispessito i cumuli già presenti», aggiunge Comune. Le operazioni di ricerca e di recupero sono state ostacolate proprio dal forte vento e dalla scarsa visibilità. L’elicottero ha trasportato in quota non senza difficoltà le guide del soccorso alpino valdostano, alcune squadre cinofile e i finanzieri. L’uomo si trovava sepolto da due metri di neve molto pesante e molto compatta, da cui non è stato facile estrarlo. Il medico non ha potuto che constatarne la morte.

La compagna, sotto choc e in lieve stato di ipotermia, è stata presa in carico da uno psicologo. I due scialpinisti, esperti e dotati di tutto il materiale tecnico necessario, erano giunti in Italia nella mattina di oggi, prevedendo di trascorrere nella regione il fine settimana.

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