A Modena inaugura «Ago», progetto culturale da 110 milioni

Per avere gli spazi dell’ex ospedale Sant’Agostino di Modena restaurati e riqualificati occorrerà ancora un po’ di tempo,
ma il grande progetto culturale e architettonico che rigurda questa struttura comincerà a riempirsi di contenuti già a partire
da gennaio. Un assaggio di «Ago» (questo il nome scelto per il progetto) si potrà avere già nei prossimi giorni, grazie all’avvio
di spettacoli e visite guidate all’interno degli edifici che insistono sull’area, che dureranno per tutto il fine settimana
e nei prossimi weekend sino a fine gennaio.

«Ago» è l’acronimo scelto dai soggetti coinvolti nella riqualificazione (Comune della città, Ministero dei Beni Culturali
con le Gallerie Estensi, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Università di Modena e Reggio Emilia) per rendere l’idea
di un progetto che ha l’ambizione di «ricucire» a livello fisico, sia culturale e sociale, le anime della città, ma anche
i tanti aspetti che compongono questo ambizioso programma. Ambizioso, sì: stiamo parlando infatti di un intervento dal valore
complessivo di 110 milioni di euro, che interessa un’area di oltre 40mila metri quadrati, all’interno della quale saranno
messi a sistema il Palazzo dei Musei, l’Ospedale Estense, la Chiesa di Sant’Agostino e l’ex ospedale omonimo.

Il nome tiene insieme «storia e futuro, cultura umanistica e arte con cultura scientifica e innovazione, antico e modernità»,
spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Ago prevede infatti la riqualificazione dell’ex ospedale Sant’Agostino, che ospiterà
la Fondazione Modena Arti Visive, i Musei Universitari, i laboratori per lo sviluppo delle digital humanities, il Future Education
Modena e parte delle collezioni librarie della Biblioteca Estense. Inoltre, il piano comprende il potenziamento e rinnovamento
degli istituti presenti nel Palazzo dei Musei, che si amplieranno nell’ex Ospedale Estense e progetteranno modalità comuni
per presentarsi e aprirsi al pubblico, valorizzando in sinergia i rispettivi patrimoni.

«È un grande investimento sulla cultura come motore sociale e culturale del nostro territorio», osserva Paolo Cavicchioli,
presidente della Fondazione. Un progetto che parte da lontano, con un primo accordo tra Comune, Ministero e Fondazione che
risale al 2005, poi riaggiornato e modificato negli anni successivi. All’interno dell’ex ospedale troveranno spazio diverse
funzioni: Fondazione Modena Arti Visive; Museo della figurina, area formativa (Future Education Modena); Biblioteca Estense
universitaria; Teatro anatomico e musei universitari; funzioni universitarie didattiche; sale per mostre temporanee; Auditorium
e aree di accoglienza per il pubblico; attività di ristorazione; spazi a uso convitto.

Si parte subito, spiega Cavicchioli, con alcuni laboratori per la digitalizzazione di una parte importante degli archivi dellaBiblioteca
Estense. «L’idea è quella di rendere fruibile quel patrimonio di conoscenza attraverso un’infrastruttura digitale capace di
dialogare con le reti bibliotecarie di tutto il mondo». Un altro progetto importante, anch’esso al via il prossimo gennaio,
riguarda l’area formativa (Future Education Modena).

© Riproduzione riservata