Gilet gialli, scontri a Parigi. Quasi mille arresti. Philippe: “Ora il dialogo” – Esteri – QUOTIDIANO.NET

Parigi, 8 dicembre 2018 -  "Adesso, spazio al dialogo" queste le parole del primo ministro francese, Edouard Philippe, in conferenza stampa alla fine della manifestazione dei gilet gialli, dopo una giornata che ha visto di nuovo, da una parte la protesta contro il caro carburante, e dall'altra squadroni di casseur che hanno messo a ferro e fuoco il centro di Parigi e di altre città francesi. 

Alla fine, ecco numeri divulgati dal ministro degli Interni Christophe Castaner sui gilet gialli scesi in piazza: a Parigi sono stati 10.000, la polizia ha effettuato 920 arresti, tra cui 619 in custodia. I feriti sono stati 71 nella capitale, 7 tra la polizia. In tutta la Francia sono state arrestate 1385 le persone, e 974 quelle messe sotto custodia in seguito alle proteste. In tutto, 125.000 manifestanti. 

Una giornata difficile, che ha spinto il premier francese ad aprire al dialogo: "Bisogna ricucire l'unità nazionale, con il dialogo, il lavoro, l'unione il presidente della Repubblica si esprimerà e proporrà misure che consentiranno alla nazione francese di ritrovarsi". Poi il capo del governo ha aggiunto: "Vorrei ringraziare il ministro dell'interno il segretariato della presidenza del consiglio che hanno concepito e attuato il piano. Tutta la mia ammirazione va alle forze dell'ordine per come si sono comportate davanti ai vandali". E un "ringraziamento per tutti coloro che in settimana hanno lanciato appello alla calma e invitato i manifestanti a non mescolarsi ai vanddali. Un grazie a sindacati e partiti che hanno chiesto di non cedere alla violenza". 

In conferenza stampa prende la parola il ministro dell'Interno: "La situazione è sotto controllo". Castaner punta il dito: "Gli incidenti sono stati opera di casseur, decine di cortei, a Parigi e in provincia, si sono svolti senza incidenti".

In realtà si è conclusa la fase di tensione sugli Champs-Elysees, ma continuano gli scontri a Place de la Republique, dove c'era la riunione dei gilet gialli. Mentre è iniziato l'esodo dei più moderati, gruppi di giovani restano e fanno esplodere petardi, lanciando oggetti contro la polizia, che risponde con i gas lacrimogeni.

LA GIORNATA – Come previsto ci sono stati scontri nel sabato della quarta manifestazione. Parigi è la meta dei più, sia gilet gialli che gruppi di black bloc, che cercano solo lo scontro. La polizia, in forze sia nella capitale che nel resto della Francia, in diverse occasioni ha lanciato gas lacrimogeni, come nella rue Arsene Houssaye, adiacente agli Champs Elysées, dove la folla che premeva contro una grata di ferro in difesa delle strade adiacenti all'Eliseo. Tafferugli, anche in serata, con cariche della polizia e lancio di oggetti da parte di manifestanti, sugli Champs-Elysees e in zona Arco di Trionfo (VIDEO). Prima un corteo di gilet gialli nella zona dell'Opera si è ripetutamente scontrato con la polizia a Boulevard des Italiens. Di nuovo auto in fiamme. Diversi i feriti, anche due fotoreporter del quotidiano Le Parisien, colpiti sugli Champs-Elysées da proiettili di gomma flash-ball, uno al ginocchio e uno al collo. 

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La portavoce della polizia, Camille Chaize, ha fatto sapere che ad alcune delle persone perquisite, e poi fermate, sono state sequestrate "armi, bottiglie Molotov e spranghe di ferro"

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Circa 400 persone sono state fermate nella manifestazione dei gilet gialli a Bruxelles, dove il quartiere delle istituzioni europee è stato isolato.

La capitale francese al di fuori delle manifestazioni era deserta, blindata, senza auto, negozi chiusi e vetrine con serrande di ferro, un silenzio irreale che immediatamente cambiava se ci si avvicinava alle zone calde come gli Champs-Elysees, campo di battaglia tra polizia e gruppi di casseur. Scontri continuati anche in serata. Agenti con autoblindati affrontano gruppi di giovani con il volto coperto, e ben organizzati, che agiscono indipendentemente dai manifestanti. Poi c'era la manifestazione dei gilet gialli a place de la Republique, e in molti tra loro condannavano la violenza dei black bloc.  

Oggi i manifestanti hanno bloccato per alcune ore la frontiera franco-italiana di Ventimiglia. Bloccati tutti i mezzi in entrata e in uscita dal territorio italiano. Si sono formate lunghe code. I circa 200 manifestanti hanno intonato la Marsigliese poi hanno 'salutato' le forze dell'ordine italiane cantando l'inno di Mameli col pugno alzato e Bella ciao. Dopo aver improvvisato un 'trenino' davanti alle forze dell'ordine italiane sono risaliti sui propri scooter e si sono allontanati.

Intanto dagli Stati Uniti interviene il presidente Donald Trump, mettendo il cappello sulle proteste: "L'accordo di Parigi non sta funzionando così bene per Parigi. Proteste e rivolte in tutta la Francia. Le persone non vogliono pagare tanti soldi, molto (denaro va) ai Paesi del terzo mondo (che sono governati in maniera discutibile) forse per proteggere l'ambiente. Scandiscono 'vogliamo Trump', amo la Francia".