IL PADRINO PARTE II, RETE 4/ Film capolavoro di Coppola Company (oggi, 8 dicembre 2018)

Il Padrino Parte II è il titolo del film che viene mandato in onda su Rete 4 oggi, sabato 8 dicembre 2018 in prima serata. Il film è stato affidato alla regia di Francis Ford Coppola e ha lavorato su un soggetto tratto dal romanzo di Mario Puzo, i due hanno collaborato nella stesura della sceneggiatura. Le case di produzione che hanno finanziato il progetto sono la Paramount Pictures e la Coppola Company mentre la produzione è stata curata dallo stesso regista. Il montaggio del film è stato realizzato da Barry Malkin con Richard Marks e Peter Zinner, gli effetti speciali sono stati curati da Joe Lombardi e da A. D. Flowers mentre le musiche della colonna sonora sono state composte da Nino Rota e Carmine Coppola. La pellicola è stata fortemente voluta dalla Paramount Pictures dopo il successo del primo film dedicato alla vita di Don Vito Corleone, un successo che negli anni 70 fece conoscere la criminalità mafiosa in tutto il mondo. La pellicola pur non riuscendo ad eguagliare il successo della prima parte si comporto bene sia sotto il punto di vista degli incassi (quasi sessanta milioni di dollari americani) che della critica (con sei Oscar vinti su undici nomination). Le riprese furono effettuate interamente in terra americana, con buona parte delle scene che hanno visto come location la città di Las Vegas.

NEL CAST ANCHE ROBERT DE NIRO

Il padrino – Parte II va in onda su Rete 4 oggi, sabato 8 dicembre 2018, alle ore 21,15. La pellicola del 1974 è stata prodotta negli Stati Uniti d’America sotto la direzione di Francis Ford Coppola. Il grande regista ha scelto attori di grandissimo calibro, tra di essi spiccano Al Pacino e Robert Duvall, buona anche l’interpretazione di un giovanissimo Robert De Niro che interpreta Don Vito Corleone. Il film che gode delle musiche di Carmine Coppola è stato prodotto dalla Paramount Pictures unitamente alla casa di produzione fondata dal regista, la Coppola Company.

IL PADRINO – PARTE II, LA TRAMA DEL FILM

Tutto nasce nel 1901 quando il piccolo Vito assiste impotente a un delitto di mafia nella sua Corleone. Nel delitto viene uccisa la famiglia del piccolo, egli viene mandato in America allo scopo di salvarsi. Giunto nel paese a Stelle e Strisce il suo cognome per un errore viene cambiato da Andolini in Corleone, identificandolo di fatto con il paese di provenienza. Vito prova a guadagnarsi da vivere onestamente lavorando in una piccola bottega di alimentari. Il licenziamento allo scopo di trovare un posto di lavoro al nipote del boss locale porta Vito sulla strada della criminalità, egli uccide prima a colpi di pistola il rais di quartiere e poi si lega indissolubilmente con Peter Clemenza e Salvatore Tessio. Divenuto in poco tempo un criminale incallito Vito fa fortuna al tempo del proibizionismo, le sue maggiori attività sono le estorsione e lo sfruttamento della prostituzione. Vito nel massimo del suo splendore ha un figlio Michael che continuerà nel suo solco criminale. Prima di spegnersi l’anziano Vito tornerà a Corleone per vendicare la sua famiglia, uccidendo, l’ormai vecchio killer che aveva messo fine alla sua infanzia, il delitto viene compiuto con una pugnalata all’addome. Il ruolo di Michael, il figlio di Don Vito, porta lo spettatore all’interno delle dinamiche criminali a stampo mafioso, dinamiche che vedono la violenza fisica e l’omertà trionfare su tutto. Alla fine della pellicola si assisterà però ad un colpo di scena, Michael viene abbandonato dalla moglie Kay (interpretata ottimamente da Vittoria Febbi). La donna esasperata dal clima di violenza fatta di sparatorie ed uccisioni confessa al marito di aver abortito volontariamente per evitare al suo futuro figlio una vita come quella del marito. Troppo la rabbia per il boss mafioso che non solo aggredisce fisicamente la sua consorte ma la getta letteralmente fuori di casa. Sui titoli di coda un Michael pensieroso è nella sua grande casa al lago, i suoi pensieri sono alla sua vita di criminale incallito e al fatto se ne è valsa la pena condurre una vita fatta di violenze e a volte di solitudine, stante le tante uccisioni che la sua famiglia ha dovuto sopportare negli anni.