"La gola pizzicava poi il panico"

“La gola pizzicava poi il panico”
 

“Ero seduto a uno dei tavoli prenotati, il concerto non era ancora iniziato. Ho sentito la gola che mi pizzicava e un odore strano”. A raccontare all’Adnkronos gli attimi prima che si scatenasse il panico nella discoteca ‘Lanterna azzurra’ di Corinaldo (Ancona), è un ragazzo di 14 anni di Fano. Era nella discoteca insieme al fratello e ad alcune amiche, e stasera è tornato insieme alla madre per cercare di recuperare gli oggetti abbandonati nella fretta di lasciare il locale. L’accesso però è vietato, il locale è sotto sequestro.”Non ho visto nessuno con lo spray, ma la gola pizzicava, si sentiva un odore acre, la gente si sentiva male”, prosegue il 14enne con la voce ancora provata dal terrore di quegli istanti a quel punto è iniziata la calca: “La gente spingeva ed è iniziata a cadere. Sono caduto anche io all’indietro ma per fortuna non mi sono fatto male”.  

“Io ero all’interno, ci stava una porta vicina al bar e volevo uscire. Con me c’erano una quarantina di persone, ma il buttafuori non ci ha fatto uscire da lì, ci ha fatto uscire dall’altra porta, quella da dove poi si è arrivati alla balaustra” dove è avvenuta la tragedia, ha raccontato ancora il 14enne. 

Ore dopo la tragedia in molti sono tornati, accompagnati dai genitori, per cercare di recuperare alcuni oggetti abbandonati nella fretta di lasciare il locale. Un pellegrinaggio che porta ancora con sé il terrore vissuto stanotte. Cellulari, borse abbandonate negli attimi di panico vissuti per guadagnarsi la fuga. L’accesso al locale è sbarrato, le forze dell’ordine hanno spiegato loro di presentare richieste formali per poi tornare in possesso dei loro effetti personali una volta che sarà stato fatto l’inventario di quanto trovato nella discoteca. 

Svegliata all’1 di notte dal figlio, che si trovava nel panico della calca. Barbara Verniani, originaria di Fano, racconta con le lacrime agli occhi il terrore provato nel sentire la voce del figlio terrorizzato: “Mi diceva: ‘stanno tutti male, vieni a prendermi. Aveva una voce strana, era nel panico, ci siamo resi conto della gravità della situazione”. L’angoscia del viaggio fino a Corinaldo, il sollievo nel sapere che i suoi due figli, entrambi al concerto di Sfera Ebbasta, stavano bene. Ma la rabbia per le vittime e i feriti resta soprattutto di fronte all’ipotesi, al vaglio degli investigatori, che dentro ci fosse più gente di quanto consentito dalle regole di sicurezza: “E’ sconvolgente. Sembrava una serata normale, in questo locale organizzano sempre feste. Per il mio figlio più piccolo era la prima volta in discoteca”, continua la mamma. E il suo pensiero ora va a chi non ha avuto la sua stessa fortuna: “Una delle vittime era di Fano come noi”.