Lavrov: le azioni del Kosovo danneggiano la reputazione dell'UE

Pristina

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Sputnik . Iliya Pitalev

L’incapacità dell’Unione europea di costringere il Kosovo ad adempiere ai suoi obblighi mette in discussione la reputazione di Bruxelles, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

“Il Kosovo rimane il focolaio principale di instabilità (nei Balcani). Pristina non solo sabota apertamente l’attuazione degli accordi raggiunti attraverso la mediazione dell’UE in un dialogo con Belgrado, ma intraprende anche nuove azioni provocatorie” ha dichiarato Lavrov.

Il ministro ha ricordato che per più di cinque anni non è stato fatto nulla per difendere la comunità dei comuni serbi del Kosovo; Pristina inoltre ha proposto di creare una forza armata a tutti gli effetti, che, a suo parere verrebbe diretta contro i serbi che vivono nella provincia.

Inoltre, le autorità del Kosovo hanno imposto dazi del 100% sulle merci importate dalla Serbia e dalla Bosnia-Erzegovina.

“Questa misura mira anche a creare condizioni impossibili per la sopravvivenza dei serbi del Kosovo”, ha detto Lavrov.

A sua volta, la leadership serba sta perseguendo una “linea molto responsabile”, promettendo di non utilizzare misure speculari, ha aggiunto.

Kosovo

Nel 1999 l’opposizione armata dei separatisti albanesi dell’esercito di Liberazione del Kosovo e dell’esercito serbo hanno portato al bombardamento della Jugoslavia (allora composta da Serbia e Montenegro) da parte delle forze della NATO. Nel marzo 2004, gli albanesi del Kosovo hanno organizzato un pogrom, che ha portato ad una massiccia fuga dei serbi e alla distruzione di numerosi monumenti della loro storia e cultura.

​Nel febbraio 2008 le strutture legate alla comunità albanese del Kosovo hanno proclamato unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia. L’autoproclamata Repubblica non è riconosciuta da Serbia, Russia, Cina, Israele, Iran, Spagna, Grecia e molti altri Stati.