Liga, Espanyol-Barcellona 0-4: in gol Messi (2), Dembélé e Suarez

L'esultanza del Barcellona per il gol di Suarez. Getty Images

L’esultanza del Barcellona per il gol di Suarez. Getty Images

Messi illumina e il Barça piazza l’allungo. La Pulce regala una serata da funambolo trascinando i blaugrana al successo nel derby catalano con due gol, un assist, un palo e una serie di giocate da stropicciarsi gli occhi. Per il fuoriclasse argentino, che raggiunge Stuani in cima alla classifica marcatori con 11 centri, nove reti nelle ultime otto partite. E la squadra di Valverde chiude la pratica nei primi 45′, confermando l’imbattibilità al Cornellà, mantenendo il primato solitario in classifica e staccando di tre lunghezze l’accoppiata Siviglia-Atletico. Otto i punti di vantaggio sul Real Madrid, che domani può tornare a -5 e scavalcare l’Alavés al quarto posto.

uragano messi —
Valverde recupera Luis Suarez, a cui ha dovuto rinunciare negli ultimi tre impegni, e torna a puntare sulla formula MSD. A centrocampo c’è Vidal al posto di Arthur (bloccato in infermeria), ma Messi mette subito in chiaro che non ce n’è per nessuno: sinistro telecomandato al 17′ e palla sotto l’incrocio per il vantaggio blaugrana. E’ la giocata che dà il via allo spettacolo davanti allo sguardo disperato dei tifosi “pericos”. Perché se Suarez si divora il raddoppio tre minuti dopo a due passi da Diego Lopez, Dembélé non sbaglia al 26′ con un perfetto destro a giro ispirato da una irresistibile giocata di Messi, bravo a lanciare il francese dopo aver fatto fuori tre avversari nello spazio di un fazzoletto. Per nulla sazio, al 36′ l’argentino mette il Pistolero solo davanti a Lopez, ma l’uruguaiano trova solo il palo. Lo stesso che un minuto dopo coglie lo stesso Messi con un colpo di testa ravvicinato.

ciliegina finale —
Quasi un tiro a segno, quello del Barcellona, che prima di andare al riposo piazza anche la terza zampata grazie a Suarez, autore di un gol quasi impossibile dalla linea di fondo con la deviazione decisiva di Diego Lopez. La ripresa, nonostante il tentativo di reazione di un Espanyol in caduta libera (quattro k.o. di fila e solo una vittoria nelle ultime sei giornate), è pura accademia. I blaugrana si divertono creando occasioni a grappoli, Messi fallisce il poker al 58′ a tu per tu con Diego Lopez, ma si rifà al 65′ replicando la strepitosa punizione del primo tempo: altro sinistro sotto l’incrocio e poker servito, con i padroni di casa che al 72′ si vedono negare anche il gol della bandiera dal Var per millimetrico fuorigioco di Duarte. Un risultato che tutto sommato tranquillizza l’Inter di Spalletti: infatti, se i blaugrana avranno la stessa fame martedì col Tottenham, gli ottavi di Champions per i nerazzurri potrebbero non essere utopia.

L’ATLETICO AGGANCIA IL SIVIGLIA —
I Colchoneros sudano e soffrono, ma alla fine fanno bottino pieno nello scontro al vertice contro l’Alavés. Decisivo l’ex rossonero Kalinic che, dopo essersi sbloccato in Coppa del Re, si ripete segnando il primo gol in Liga. Suo il vantaggio al 25′ che spiana la strada all’Atletico, anche se per mettere i tre punti in cassaforte bisogna attendere i guizzi nel finale di Griezmann (82′) e Rodrigo (87′) per un 3-0 che consente alla banda del Cholo di agganciare il Siviglia al secondo posto. Complice il pareggio esterno degli andalusi, frenati a Valencia da un gol allo scadere di Diakhaby dopo il vantaggio firmato da Sarabia al 55′. La squadra di Machin colleziona il secondo pari di fila in trasferta anche a causa delle parate di Neto e di un grosso errore di André Silva, stoppato dal palo dopo aver dribblato il portiere avversario.