Mls, finale Atlanta-Portland, l'ex Torino Martinez vuole il titolo

Josef Martinez, 25 anni, stella dell’Atlanta United, e l’allenatore dei Timbers Savarese, 47 anni. Ap

Josef Martinez, 25 anni, stella dell’Atlanta United, e l’allenatore dei Timbers Savarese, 47 anni. Ap

La Mls avrà questa sera alle 20 (le due del mattino in Italia) la sua degna conclusione: chi gioca il miglior calcio della Lega, Atlanta United, contro la grande sorpresa del campionato, i Portland Timbers. E poi perché questa finale andrà in scena ad Atlanta (finale secca in casa di chi ha la miglior classifica), dentro a uno degli stadi più belli e bollenti d’America: il Mercedes Benz Stadium, con possibilità di avere un esaurito da oltre 70mila spettatori (record con 901.033 persone in 17 gare, cioè 53mila di media). Due anni fa lo United non esisteva: era un “expansion team”, appena creato. Chiamarono in panchina l’argentino Tata Martino (che lascerà per diventare c.t. del Messico) e in due stagioni di grandissimo soccer, da squadra fantasma si è trasformata in una da titolo. L’anno passato fu eliminata in semifinale, mentre questo è a un passo dallo “scudetto” e favoritissima grazie anche ai gol del venezuelano ex Torino, Josef Martinez. Ne ha segnati 31, sbriciolando il record precedente di 27 detenuto da tre giocatori, poi ne ha aggiunti altri tre in quattro match di playoff.

CASA SAVARESE —
A fermarli ci proverà un allenatore debuttante e di passaporto italiano: Giovanni Savarese. Già, perché dopo quattro finali e tre titoli in cinque anni da tecnico dei New York Cosmos della Nasl, lo scorso febbraio Savarese è stato promosso nella Major League Soccer. È nato in Venezuela, ma papà Carlo è di Nocera Inferiore e mamma Gina di Nola. In casa sua a Caracas, davanti alla tv, si tifava Salernitana e Napoli e Giovanni era diventato presto uno dei migliori centravanti dei Vinotintos. Per un anno ha indossato la maglia anche nella Viterbese, ma è nella Mls dove si è affermato: ha detenuto a lungo (fino al 2009) il record di gol di franchigia dei New York MetroStars (41 in 85 presenze) a fianco di Donadoni. “È la persona da cui ho imparato di più: dopo ogni gara mi diceva le cose su cui dovevo lavorare”. E ogni volta prendeva appunti. Anche da una lunga lista di allenatori: “Firmani, Quiroz, Parreira, Milutinovic, Mondelo: tutti maestri che mi hanno insegnato cosa fare, ma pure cosa non fare”. Però ha empatia per Allegri e ama il gioco di Sarri, Sousa, Di Francesco e Spalletti. Ma a Portland ha dovuto cambiare per adattarsi alle esigenze dei calciatori in rosa. “Ora impiego il 4-2-3-1, difesa rocciosa, chiudiamo gli spazi e partiamo con veloci contropiedi. Ma sappiamo anche tenere palla. Mutiamo modulo con frequenza: difesa a tre, albero di natale o rombo basso. Ho 22 giocatori in rotazione, perché il gruppo è la nostra forza”. Nel gruppo però spicca l’argentino Diego Valeri, Mvp del passato campionato. Ammette che Atlanta è favorita, ma dice: “Nessuno pensava che potessimo qualificarci per i playoff e invece eccoci qua”.

PROMESSE —
Atlanta è imbottita di ragazzi di talento come il paraguaiano Miguel Almiron, 24enne da 12 gol e 14 assist e un futuro scritto in Europa. O gli argentini Ezequiel Barco, 19 anni provenienza Independiente, e Hector Villalba, 24 anni di scuola San Lorenzo. E Tata Martino è un totem della panchina. Ma Giò Savarese, il debuttante, con il dovuto rispetto per il maestro, proverà a giocargli uno scherzetto.