Sindaci francesi, gilet gialli, politici e cittadini: in migliaia in piazza per dire ‘no’ alla Tav – Rai News


In tanti (il Comitato parla di 70 mila persone, la prefettura dice 50), tra cui una quindicina di 'Gilet gialli' e una rappresentanza di sindaci francesi, al corteo 'No Tav' di Torino. Lo striscione che campeggia in testa, retto da alcune donne, reca la scritta "C'eravamo, ci siamo, ci saremo! Ora e sempre No Tav". Ancora difficile comunque quantificare il numero attendibile delle presenze, anche se i No Tav sono certi di superare i 30 mila Si Tav che il 10 novembre hanno manifestato in piazza Castello. La manifestazione a favore dell'opera del 10 novembre scorso, portò in piazza Castello, secondo gli organizzatori, 40mila persone circa.

Perino: "Siamo in tanti e convinti"

"Siamo in tanti, allegri, colorati e convinti, perchè se si chiede a chiunque qui cosa è il Tav, ognuno di loro sa rispondere. Se le madamin avessero chiesto alla loro piazza, nessuno avrebbe saputo rispondere". Ad affermarlo, il leader storico del movimento No-Tav della Valle di Susa, Alberto Perino, oggi in piazza a Torino in occasione della manifestazione contro la Torino-Lione. "Io non guardo ai numeri – ha aggiunto – ma alla resistenza delle persone. Sono 30 anni che facciamo manifestazioni e portiamo in piazza migliaia e migliaia di persone. Abbiamo preso botte e condanne e siamo sempre qui, quelli del sì dove erano?". 

Una quindicina di Gilet jaune al corteo: "Questo progetto è uno spreco di soldi"

Al corteo No Tav di Torino partecipa anche un gruppetto di una quindicina di gilet jaune dalla Valle francese della Maurienne. "Questo progetto – dice Jeanluc di Montricher Albanne – è uno spreco di soldi che potrebbero essere spesi diversamente. E  la vecchia Torino-Lione potrebbe benissimo essere adattata se solo si volessero investire delle risorse. Intanto, a Villarodin, dove si stanno scavando i 9 chilometri dell'ultima galleria preparatoria, gli abitanti non hanno più l'acqua".

Sindaco francese: "Qui per dimostrare che anche in Francia si protesta contro la Tav"

"Siamo qui per dimostrare che anche in Francia e non solo in Italia si protesta contro la Tav". Ad affermarlo Gilles Margueron, sindaco del comune francese di Villarodin Bourget, presente al corteo no tav di Torino con la fascia tricolore insieme ad altri primi cittadini e amministratori soprattutto valsusini. "In Francia – osserva – poche persone sanno quello che può succedere, non c'è informazione si dice sempre che il tunnel in Italia è partito e non è vero, cosiì come da noi. Per ora ci sono solo i soldi dell'Europa per le discenderie non per l'opera, un'opera non utile e quei soldi potrebbero essere spesi per cose più utili". 

Assessore Unia: "Qui per dire no"

"Oggi siamo scesi in piazza perché siamo assolutamente no Tav come scritto nel nostro programma elettorale, quindi era giusto farlo. Io stesso sono qui come cittadino e non come assessore". Così Alberto Unia, assessore torinese all'Ambiente in piazza. "Il confronto" con la piazza del 10 novembre a favore dell'opera "interessa poco", spiega. "Tutti gli anni oggi, 8 dicembre, manifestiamo. Oggi si voleva fare un segnale più forte, e la valle è scesa a Torino". E sull'assenza dei big del Movimento 5 Stelle in piazza commenta: "È come se vi fossero i leader nazionali perché c'è una vasta delegazione del Movimento torinese". E sull'analisi costi benefici: "Non credo l'analisi darà esito positivo. In questo momento nel nostro Paese c'è necessità di usare i soldi dello Stato per altro, per lo sviluppo futuro ricadute si riversano solo su un certo gruppo di poche persone. È ora di pensare più al presente, meno al futuro".

Grillo: "Non è questione di destra o sinista ma di visione"

"Non è questione di destra, sinistra, centro, movimento o non movimento: bisogna sedersi a un tavolo con ingegneri, architetti, filosofi e artisti e contaminarsi. Il mondo sta andando avanti a una velocità pazzesca e queste sono solo cazzate. Le vostre domande sono cazzate…". Così Beppe Grillo parlando della Tav alla Nuvola di Fuksas in occasione della presentazione di un libro.

"Per i costruttori il progresso è il calcestruzzo"
"Ci dovremmo vedere con questi costruttori che stanno lì a protestare perché il loro progresso è il cemento? Se gli togli il calcestruzzo non hanno un'idea neanche a morire" ha detto ancora Grillo, contestando l'alta velocità: "15 anni fa Fiat e µnsaldo facevano i treni più veloci del mondo. Poi sono arrivati questi del cemento e hanno tolto una tecnologia meravigliosa per far andare i treni alla stessa velocità a cui andavano prima".

"Mi viene da ridere. Facciamo infrastrutture per portare in giro container che per la metà sono vuoti. Ha senso tutto questo?" si chiede, citando dati secondo i quali il 40% dei trasporti è costituito da container vuoti che vengono trasferiti in luoghi in cui il loro deposito costa meno. "Quindi – commenta – noi facciamo le infrastrutture per trasferire questi container vuoti!". Grillo ricorda quindi i "gioielli" del trasporto veloce italiano come il Pendolino. "La Svizzera e la Svezia non hanno fatto il cemento per l'altavelocità. Hanno i nostri treni ad assetto variabile come il Pendolino e fanno la stessa velocità che abbiamo noi!". Quindi, "dobbiamo sederci a un tavolo con ingegneri, architetti, artisti e filosofi perché il mondo va avanti ad una velocità pazzesca. E la politica ha l'obbligo di avere una visione del futuro".