Attività da discoteca non autorizzata, polizia sequestra locale in città: “Noi regolari”

Blitz della Polizia di Stato, nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 gennaio, nel locale denominato “Cubo Cafè”, insieme a personale del Corpo dei Vigili del Fuoco e l’ausilio di unità cinofile.

Il controllo consentiva di rilevare che l’esercizio, sito presso un centro commerciale del capoluogo, presentava tutte le caratteristiche proprie di una discoteca, per la musica diffusa ad alto volume, l’utilizzo di luci stroboscopiche, l’esistenza di una consolle con un DJ e la presenza di oltre duecento avventori intenti a danzare.

L’attività di spettacolo di intrattenimento danzante è sottoposta ad una chiara disciplina prevista dal testo unico delle leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.) agli artt. 60 e 80 ed i titolari dei locali che intendano esercitare tale attività debbono infatti dotarsi di una specifica autorizzazione di polizia che comporta altresì una conseguente e fondamentale verifica di agibilità e sicurezza dei locali.

“Nel corso del controllo – sottolinea la Polizia di Stato – si è appurato che il locale non possedeva alcuna delle autorizzazioni previste, compresa la SCIA (segnalazione Certificata di Inizio attività), pertanto la titolare veniva sottoposta a indagine in stato di libertà per le violazioni degli articoli menzionati e si procedeva in relazione al articolo 354 c.p.p. al sequestro del locale per preservare lo stato dei luoghi ed evitare la reiterazione del reato. Il vaglio è stato altresì effettuato sul rispetto di tutte le normative che regolano la materia degli esercizi pubblici, ivi compresi i rapporti lavorativi con i dipendenti, che verranno approfonditi da parte del personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura che procede”.

Tale attività di controllo si inserisce nell’ambito di una pianificata attenta attività di verifica agli esercizi pubblici del capoluogo e della provincia, che ha come obiettivo principale la sicurezza negli eventi aperti al pubblico attraverso la verifica dell’osservanza della disciplina amministrativa per materia.

Nel pomeriggio di sabato il locale ha replicato, tramite il suo legale Stefano Massimiliano Rovetta: “La proprietà ritiene di specificare e precisare, visto il tenore della segnalazione, di essere provvista di regolare autorizzazione amministrativa per la somministrazione di cibi e bevande rilasciata dal Comune di Bergamo e di svolgere da anni detta attività senza aver mai ricevuto alcun appunto o sanzione ovvero segnalazione in merito a quanto oggi contestato, da parte dell’Amministrazione Comunale, molto vigile ed attenta alla regolarità delle attività di intrattenimento nell’ambito dei confini della Città di Bergamo.

Detta attività commerciale, nota in Città, è quella di bar con diffusione di musica e luci, priva di pista da ballo (tanto è vero che ci sono tavoli e sedie e divani ovunque) e che nulla correla con attività di discoteca ovvero sala da ballo, caratterizzate queste principalmente da intrattenimenti danzanti con apposite e dedicate piste da ballo, dove si offre solo produzione di carattere artistico-musicale dietro il pagamento di un corrispettivo. Nel locale della mia cliente non si paga alcun corrispettivo ma si paga con regolare emissione di scontrino, quanto si consuma al banco ovvero al tavolo e, come detto, non sussiste alcuna pista da ballo.

La cliente non mancherà di impugnare nelle sedi più acconce detto illegittimo quanto gravatorio provvedimento che di fatto, anche a mezzo della inspiegabile diffusione mediatica, arreca senza alcun dubbio ed ingiustificatamente un danno all’immagine di un locale che in questi anni non ha avuto alcuna problematica tale da interessare le Forze dell’Ordine.

La mia assistita ha comunque già conferito incarico al mio studio, al fine di impugnare in ogni sede tali provvedimenti”.