L’ultima carta della May prima della disfatta: “Se boccerete accordo a rischio la stessa Brexit” – Rai News


La premier britannica Theresa May lancerà oggi il suo ultimo appello al parlamento perchè approvi l'accordo sulla Brexit negoziato con l'Unione europea, ammonendo sul rischio che qualora venisse bocciato, nel voto in programma domani, l'esito più probabile sarà che il Regno Unito non lasci l'Ue, piuttosto che la lasci senza un accordo.

Brexit a rischio

"Come avete visto nelle ultime settimane, ci sono alcuni a Westminster che vorrebbero rinviare o addirittura bloccare la Brexit e che useranno ogni mezzo a loro disposizione per farlo", dirà oggi la premier, stando a quanto anticipato dai media britannici, aggiungendo di ritenere più probabile uno scenario in cui la Brexit venga bloccata piuttosto che una Brexit senza accordo.

Appello alla responsabilità

"Chiedo ai parlamentari di valutare le conseguenze delle loro azioni sulla fiducia del popolo britannico nella nostra democrazia – rimarcherà la premier – la fiducia del popolo nel processo democratico e nei propri rappresentanti politici subirebbe un danno catastrofico. Abbiamo tutti il dovere di dare applicazione al risultato del referendum". Secondo quanto riportato dalla Bbc, circa 100 deputati conservatori e 10 del Partito Unionista democratico potrebbero unirsi ai laburisti e alle altre forze di opposizione per votare contro l'accordo.

La sconfitta annunciata

Negli ultimi giorni May si e' vista mandare chiari segnali di sfiducia dalla camera dei Comuni e ha subito due pesanti sconfitte da parte di deputati che hanno cercato di dare a Westminster un maggiore controllo sui passaggi relativi all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea il 29 marzo. Negli ultimi giorni la premier e' riuscita a conquistare qualche voto, ma secondo le stime la attende una sonora sconfitta.

Il nodo irlandese

Non piace soprattutto il cosiddetto 'backstop', la clausola di sicurezza per evitare la frontiera fisica in Irlanda, in assenza di un patto commerciale bilaterale. Secondo la stampa britannica, oggi l'Ue (lo stesso presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker) rendera' pubblico lo scambio di lettere con Londra proprio sul 'backstop' in modo da aiutare la premier a recuperare il voto del Partito Democratico Unionista dell'Irlanda del nord. Il governo di Downing Street nel frattempo si e' detto "gravemente preoccupato" perche' un gruppo di deputati, conservatori filoeuropei e contrari a una Brexit dura, prepara una strategia per prendere il controllo del processo di uscita dall'Ue in Parlamento: in teoria i parlamentari potrebbero obbligare il governo a ritardare la Brexit o addirittura forzarlo a un secondo referendum.

Piano alternativo entro 3 giorni

Se, come tutto lascia pensare, l'accordo sara' bocciato, la premier deve presentare un piano alternativo in tre giorni lavorativi, al piu' tardi il 21 gennaio. Ma e' probabile che, se viene sconfitta, May andra' a Bruxelles gia' mercoledi' per cercare di ottenere nuove concessioni.

La strategia di Corbyn

Martedi' subito dopo la bocciatura dell'accordo, anche il leader laburista, Jeremy Corbyn dovrebbe presentare una mozione di sfiducia al governo. Domenica il leader laburista non ha chiarito se appoggera' la Brexit in caso di elezioni anticipate. Corbyn cerca di arrivare a Downing Street con un programma alternativo per la Brexit e per il Regno Unito; e ha anche ammesso che se ci fossero elezioni e il governo cambiasse, sicuramente questo ritarderebbe l'uscita dall'Unione, fissata al prossimo 29 marzo.