Il mistero dei templari – National treasure – Opinioni e recensione del film

Il mistero dei templari – National treasure è un film del 2004 di genere Avventura, diretto da Jon Turteltaub, con protagonisti Nicolas Cage, Harvey Keitel, Jon Voight, Diane Kruger, Sean Bean, Justin Bartha e Christopher Plummer. Il film ha una durata di circa 131 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film

Benjamin Franklin Gates è l’ultimo erede di una famiglia di archeologi da sempre alla ricerca del leggendario Tesoro dei Templari, ritenuto appunto solo un mito da gran parte degli studiosi. Il nonno dell’uomo gli aveva lasciato un criptico biglietto recante il messaggio “Charlotte ha in serbo il segreto” e ora questi, da adulto, pensa di averlo decifrato: Charlotte è infatti una nave sepolta sotto i ghiacci dell’Artico, all’interno della quale viene ritrovato un altro indizio.

I collaboratori del ricercatore, gli esperti Ian Owe e Riley Poole decidono però di tradirlo quanto scoprono che il collega avrebbe intenzione di donare il presunto tesoro in beneficenza, mentre loro vorrebbero venderlo al miglior offerente. Benjamin viene così tradito ma riesce a sopravvivere in compagnia del sodale Ben, con il quale comincia a seguire l’ultimo enigma risolto, riferentesi alla dichiarazione d’indipendenza americana.

Quando scopre che i rivali intendono rubarla, decide di anticipare le loro mosse ed entrare per primo in possesso del prezioso documento, protetto da tecnologici sistemi di sorveglianza, dando così via ad un’incredibile avventura nella quale rimane coinvolta anche la bella dottoressa Abigail Chase, dirigente degli archivi nazionali.

La recensione del Film

Il cinema avventuroso classico spruzzato dalla teorie cospirazioniste tanto in voga dagli albori del nuovo millennio e che avevano già fatto presa sul grande pubblico letterario grazie ai romanzi di Dan Brown, Il codice da Vinci in primis: nel 2004 la Walt Disney Pictures e il produttore Jerry Bruckheimer decidono di portare sul grande schermo un blockbuster per tutta la famiglia che coinvolge direttamente le basi portanti della società americana, con la dichiarazione d’indipendenza quale elemento di partenza dell’intera vicenda.

Dopo un brevissimo prologo ambientato nel passato, dove la versione bambina di Benjamin si trova a colloquio col nonno interpretato da Christopher Plummer, l’azione si sposta al presente filmico in un’ottica da spy-story, durante la quale viene organizzato il furto del sopracitato documento tramite un piano memore della prima missione impossibile di Tom Cruise. Pur senza aderire alle dinamiche di magistrale suspense in cui era impegnato il personaggio di Ethan Hunt nel capostipite di Brian De Palma, qui rivisitate in chiave più semplice e improntata al divertimento, l’acquisizione della prima reliquia dimostra un certo stile nella messa in scena del regista Jon Turteltaub, abile nel gestire i momenti ironici e leggeri e quelli più tensivi con invidiabile disinvoltura.

Il cuore pulsante dell’operazione risiede ad ogni modo nella seconda metà delle due ore e rotti di visione, quando l’azione prende il sopravvento attraverso percorsi sempre più rocamboleschi, con buona pace della verosimiglianza narrativa. Per quanto poco credibile, il tourbillon di eventi che avrà luogo da lì a venire strizza consapevolmente l’occhio al grande pubblico con un tono spettacolare adatto a grandi e piccini e la resa dei conti finale, con un’ambientazione alla Indiana Jones, è l’ennesima conferma della ricerca del puro intrattenimento, come confermato dall’epilogo aperto ad ulteriori sequel (e il seguito, inizialmente non previsto, arrivò sul serio dopo l’ottimo riscontro ai botteghini worldwide di questo primo capitolo).

Tra inseguimenti su quattro ruote tra le strade cittadine, spericolate fughe sui tetti e nemici (capeggiati da un carismatico Sean Bean) sempre pronti a seguire le tracce dei protagonisti, Il mistero dei templari – National Treasure avvince e convince e, pur senza mai entusiasmare, si rivela l’ideale per una serata all’insegna del puro disimpegno. L’eterogeneo cast di star, con Nicolas Cage e Diane Kruger nei ruoli principali e nomi di lusso come Harvey Keitel e Jon Voight in fondamentali parti secondarie, restituisce quel senso di piacevole familiarità della quale un racconto così fiero della propria impostazione ludica aveva necessariamente bisogno, come conferma ulteriormente la colonna sonora dalle musicalità di facile presa.