Livorno, concessa la semilibertà a Bozano

Il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha concesso la semilibertà a Lorenzo Bozano, 74 anni, “il biondino della spider rossa” è in carcere dal 1979 per l’omicidio di Milena Sutter. Bozano sconta l’ergastolo nel carcere di Porto Azzurro all’Isola d’Elba (Livorno).

Milena Sutter era una ragazza di 13 anni che venne rapita il 6 maggio del 1971 a Genova. Il suo cadavere fu restituito dal mare 14 giorni dopo. “Il tribunale ha accolto la nostra istanza oggi – spiega il difensore di Bozano, Francesco Del Pasqua –  seguirà un programma all’esterno del penitenziario all’Elba. Bozano trascorrerà le ore fuori dal carcere seguendo un programma di volontariato con una cooperativa sociale di Portoferraio che si occupa di progetti di reinserimento sociale per detenuti”.

La vittima era la figlia di un industriale svizzero e scomparve dopo essere uscita da scuola, nel centro di Genova. Il giorno dopo i genitori ricevettero una telefonata da una voce maschile che chiedeva 50 milioni di lire come riscatto: “Se volete Milena viva, prima aiuola in Corso Italia”. Fu l’unico contatto, fino al ritrovamento del cadavere. In realtà la giovane, stabilirono i periti, venne uccisa il giorno stesso del rapimento, tra le 18 e le 18.30. Il cadavere venne prima seppellito in una fossa e poi gettato in mare con addosso sei piombi da un chilo l’uno.

Il corpo di Milena Sutter fu ritrovato il pomeriggio del 20 maggio da due pescatori in barca. Bozano, che aveva 25 anni, venne arrestato la sera dello stesso giorno. La sua spider rossa era stata vista ferma vicino alla casa della famiglia Sutter e alcuni testimoni riferirono anche di averla notata fuori da scuola. Altre persone dissero che il giovane aveva parlato prima della scomparsa di Milena Sutter di un rapimento. Gli investigatori trovarono 23 indizi. Bozano fu assolto in primo grado, nel 1973 e poi condannato all’ergastolo in appello nel 1975. L’anno dopo arrivò la conferma della Cassazione. Dopo la condanna fuggì. Venne arrestato in Francia. Le autorità negarono l’estradizione in Italia ma lo espulsero in Svizzera, da dove invece è stato trasferito nel nostro Paese. Ha da subito scontato la pena a Porto Azzurro, ottenendo la semilibertà un prima volta nel 1989. Il beneficio gli è stato sospeso nel 1996, dopo essere multato dalla Guardia di Finanza per non aver dichiarato al fisco parte dei guadagni fatti grazie a un allevamento di polli all’Elba. Nel giugno del 1997 tentò di molestare una sedicenne a Livorno, fatto per il quale è stato condannato nel 1999. Nel 2011 il Tribunale di sorveglianza ha respinto una nuova richiesta di semilibertà.

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