PALLOTTA: “Lo stadio non è mio, è del club. Non sentiamo il bisogno di vendere i giovani” – LAROMA24

13/02/2019 alle 15:18.

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SIRIUS XM – All'emittente radiofonica statunitense ha parlato James Pallotta dopo la vittoria per 2-1 nell'andata degli ottavi di Champions League con il Porto. Dal progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle fino alla stagione in corso, passando per i giovani talenti giallorossi e il fair play finanziario, queste le dichiarazioni del numero uno giallorosso riportate dal sito ufficiale del club:

Su Roma-Porto: "Quella di ieri è stata una bella sfida, in cui loro purtroppo sono riusciti a far gol su una palla fortunata che nemmeno saprei definire, ma hanno segnato quando nessuno se lo sarebbe aspettato. Credo che abbiamo giocato un'ottima partita, da squadra, creando tante occasioni. Pellegrini ha fatto una grande prestazione, lo stesso vale per Cristante, mi sono piaciuti molto, è stata una bella partita da vedere. Il tutto contro il Porto, che viene da una striscia positiva di 26 partite in tutte le competizioni. Credo che l’ultima volta abbiano perso a ottobre. Sono forti e temibili. Nel girone ha fatto una cosa come sedici punti".

Sul ritorno: "Non sono sicuro se andrò a vedere il match a Oporto. Cosa penso della regola dei gol in trasferta? Mi piace come funziona e non so se la UEFA vorrà cambiarla, ma a me non dispiace l’idea che un gol segnato lì possa valere di più. Secondo me abbiamo i giusti mezzi per affrontare i nostri avversari. Loro sono un'ottima squadra".

Sulla Var: "Forse ho rinunciato a capire il VAR. Non capisco il criterio con cui viene utilizzato a volte. Prima della pausa invernale ci sono state delle occasioni in cui sarebbe dovuto intervenire, specialmente contro la Fiorentina. Non so quanto alla fine di ogni stagione il bilancio del suo utilizzo sia positivo o negativo, ma non mi voglio soffermare troppo su questo tema".

Sui giovani: "Non sentiamo il bisogno di vendere i nostri giovani talenti. Tre anni fa ci siamo dati un obiettivo: rendere la Roma una società affascinante per i giovani giocatori che vengono qui. Prima, quando siamo subentrati come proprietà non avevamo pensato da subito in questo modo e forse ci eravamo dati altre priorità. Se sommiamo tutti i punti ottenuti dalle nostre squadre giovanili in questo momento, dall’under 19 a quelli di 10 anni, siamo in cima a tutta Italia. Sappiamo che abbiamo tanti talenti nel nostro vivaio. Ieri c’erano sette italiani nella formazione titolare e penso che l'ultima volta sia successo con la Juventus circa sei anni fa. Non a caso la nostra squadra Under 17 sta giocando un torneo molto importante a Doha e ora è in semifinale. Abbiamo battuto PSG e Spartak Mosca, con un altro paio di altre vittorie. Quindi possiamo dire che abbiamo giovani talenti molto forti. I nostri sforzi in tal senso saranno ripagati nei prossimi due o tre anni".

Sulla stagione in corso: "Non sono molto contento, perché dovremmo essere al secondo o al terzo posto. Abbiamo perso un sacco di punti quest'anno e spesso nei finali di partita. È stato un po’ scoraggiante, come nel caso in cui eravamo in vantaggio per 3-0 contro l'Atalanta. Se prendessimo i due terzi dei punti persi in partite in cui ci siamo complicati la vita, saremmo vicini al secondo posto con il Napoli. Quando siamo in forma possiamo schierare un’ottima squadra con ricambi all’altezza".

Sull'approvazione dello Stadio: “La Sindaca e i suoi collaboratori hanno dichiarato l’intenzione di sbloccare l’inizio dei lavori per la fine dell’anno. Da parte loro c’è stato tanto entusiasmo su questo tema. È stata appena approvata un'estensione ferroviaria con un bell’investimento, ci sono solo degli iter che devono essere completati e speriamo che entro la fine di maggio le cose verranno approvate. I problemi che dobbiamo ancora affrontare sono che legati al nostro tentativo di acquistare i terreni. C’è stata una lettera di intenti e abbiamo trovato un accordo due mesi e mezzo fa con Eurnova, che è stata ragionevole. Purtroppo, abbiamo a che fare con un avvocato poco ragionevole che continua a rimandare e a chiedere cose che non accetteremo. Quando sarà tutto fatto, avremo il pieno controllo del progetto e ci sarà più flessibilità affinché i nostri partner e i nostri collaboratori possano iniziare a lavorare”.

Sull'importanza dello Stadio: “Lo stadio è di proprietà di una holding dell’AS Roma, cosa che molte persone non realizzano perché pensano che sia il mio giocattolo. È di proprietà del club, tutti i ricavi e le entrate che otterremo ci offriranno maggiore solidità e flessibilità finanziaria. Spesso siamo costretti a vendere giocatori per il Financial Fair Play. La gente non lo capisce. Per come funzionano le cose con il Fair Play Finanziario, sei costretto a fare i conti con alcune condizioni ferree dalle quali alcuni club sono riusciti a svincolarsi. Ma per noi non è così”.

“In questo senso, lo stadio è la chiave: al 100%. La Roma ha bisogno di avere questo stadio per competere stabilmente tra i top club. Deve averlo. È una questione economica. Nel momento in cui Real Madrid e Barcellona sono sulla soglia di un fatturato da un miliardo, o addirittura di oltrepassarlo, non c’è altro modo per farlo. Puoi provare ad essere il più bravo possibile nell’acquisizione di calciatori, e questo per un po’ può anche funzionare, ma per rimanere stabili hai bisogno di queste entrate – è un dato di fatto”.

Sul FFP: "Serve fare qualcosa. Ho scritto una lettera alla UEFA chiedendo di avere un dialogo costruttivo su quello che abbiamo visto fare ad altre squadre. Quando guardiamo ad alcune sanzioni o alla scarsità di pene inflitte – il mio punto di vista è “perché mi sto preoccupando del FFP, non è meglio prendere 12 milioni di euro di multa e accettarla?”. Questo è un argomento sul quale abbiamo instaurato un buon dialogo".

Sul calcio italiano: “Credo che il nostro campionato debba migliorare, anche la federazione stessa. Abbiamo fatto qualche passo in avanti ma penso che nessuno di noi sia ancora pienamente soddisfatto. Se si guarda ai livelli raggiunti dalla Bundesliga, dalla Liga e chiaramente dalla Premier League, penso che l’Italia dovrebbe fare lo stesso”.

“Che siano il Bologna o altre squadre, non bisogna dare nulla per scontato nel campionato italiano. Penso che la Serie A sia il campionato più duro d’Europa, dalla prima alla ventesima squadra. Credo davvero che sia difficile quanto la Premier League. Affrontare le squadre dal 10° posto in poi è sempre una sfida strategica e tattica. Non si parte mai con l’idea di segnare quattro o cinque gol, c’è sempre l’aspetto tattico che rende le cose difficili. Non bisogna dare nulla per scontato, da nessun punto di vista. Nelle prossime partite dovremo fare il nostro lavoro. Sperando di essere in buona forma, dobbiamo finire tra le prime quattro”.

Su Kolarov: “Rappresenta senza alcun dubbio un professionista assoluto. Ogni giorno è il primo ad arrivare e praticamente l’ultimo ad andarsene da Trigoria. È un calciatore tosto. Non sta spesso sui social, non beve, gioca solo e si allena duramente. E a volte commette qualche errore, come tutti noi. Spero che i tifosi si rendano conto che ne vorresti avere 22 come lui nella squadra. È uno che dà il cento per cento sempre. Non si lamenta e quando è infortunato  si mette comunque a disposizione".

Su Zaniolo e Pellegrini: “Molti dei nostri ragazzi sono sorprendenti, come Nicolò Zaniolo e Lorenzo Pellegrini. Sono ragazzi molto intelligenti, sono maturi ed equilibrati rispetto all’età che anno, molto di più di quanto si immagini. Credo siano calciatori con la stoffa per diventare i futuri leader dell'AS Roma. Abbiamo tanti calciatori, come Fazio e Kolarov, in grado di trasmettere tutta la loro esperienza acquisita in tanti anni di calcio ai nostri giovani”.