Unicredit: boom di richieste per il bond subordinato a 10 anni – Money.it

Boom di domande per le nuove obbligazioni subordinate Unicredit. La primaria banca di Piazza Cordusio ha appena concluso il collocamento di un prestito obbligazionario subordinato di tipo Tier2 accogliendo domande per oltre 2 miliardi di euro.

La nuova obbligazione subordinata Unicredit avrà durata 10 anni e non sarà richiamabile anticipatamente per 5 anni. Il bond benchmark + stato venduto per 1 miliardo di euro, ha scadenza 20 febbraio 2029 e, secondo le prime indicazioni di prezzo giunte dalle sale operative, sarebbe dovuto uscire con un rendimento del 5,125%. Alla chiusura dell’asta è stato poi assegnato un rendimento del 4,875%. L’emissione è stata riservata a investitori istituzionali e qualificati e il taglio minimo negoziabile è di 200.000 euro nominali. La quotazione avverrà sulla borsa del Lussemburgo, ma non è escluso che possa approdare presto anche ai mercati regolamentati italiani. Il rating di Unicredit è Ba1 per Moody’s, BBB per S&P e BBB per fitch.

Obbligazioni subordinate Unciredit

Lo scorso novembre Unicredit aveva emesso un bond subordinato di tipo Tier 3 del valore di 3 miliardi di dollari, facente parte del piano strategico del gruppo, che entro fine 2019 deve collocare 6 miliardi di euro di obbligazioni. La prima tranche da 1,5 miliardi di euro è del gennaio 2018, segue il bond da 3 miliardi di dollari (che stacca una cedola del 7,83%), seguito un mese fa da due titoli senior non preferred a tre anni, anche quelli in dollari (3 miliardi in tutto) collocati sul mercato Usa. L’operazione di novembre è stata fatta, a differenza delle altre, con un singolo investitore, che indiscrezioni di mercato reputano sia Pimco, parte del gruppo tedesco Allianz.

A gennaio il processo di book building ha generato una domanda per 8 miliardi di dollari, che rappresenta uno dei riscontri più elevati (per una singola transazione) mai registrati sul mercato dei bond cosidetti yankee negli ultimi tre anni, con una distribuzione geografica molto capillare in grado raccogliere ordini da oltre 200 investitori globali: il 65% dagli Stati Uniti, il 18 % dal Regno Unito, il 3% dal Medio Oriente e il 14% dal resto dell’Europa.