Chi è Antonio Pogliese, "regista" della maxievasione fiscale scoperta a Catania e padre del sindaco

CATANIA – «Ad orchestrare e scandire le fasi del circuito criminale era lo studio associato Pogliese, che assumeva il ruolo di “regista” del sistema illecito attraverso l’opera diretta del commercialista Antonio Pogliese, 74 anni». Nelle carte dell’operazione “pupi di pezza” della Guardia di Finanza di Catania si capisce subito quale era il ruolo – nell’associazione a delinquere sgominata oggi – del padre del sindaco etneo, finito agli arresti domiciliari. Avrebbe aiutato alcune aziende di Catania, come la “Grandi Vivai Sciacca”, la “Diamante Fruit”, la “Prima Trasporti”, la “Patti Diffusione”, la “Fratelli Conti” di Paternò, ad evadere montagne di tasse (si parla di oltre 220 milioni di euro).

Antonio Pogliese è infatti titolare di un notissimo studio commercialista che si chiama proprio Studio Pogliese e che assisteva alcuni fra i più importanti imprenditori della città, occupandosi di assistenza e consulenza tributaria, societaria e finanziaria e di grandi progetti.  Professionista di successo, amministratore di molte società della grande distribuzione, Antonio Pogliese, oltre ad essere esperto di economia e finanza, da sempre impegnato nel sociale, è stato anche socio, presidente e governatore Lions, il Club Service di fama internazionale. 

Nato a Catania il 14 giugno del 1944, è sposato con la dottoressa Maria Grazia Delfa, e padre di Maria Elisabetta e appunto di Salvo, il sindaco . In passato è stato componente del Cda del Credito siciliano, presidente e consigliere delegato di società commerciali. Presidente e componente di diversi collegi sindacali tra cui l’Arnas Garibaldi. Il suo studio ha ideato e seguito  l’operazione di finanza strutturata per la realizzazione del centro commerciale Etnapolis, che, per importo, è stata l’operazione a iniziativa privata più importante realizzata da Roma in giù.

Componente del cda dell’Università, presidente e consigliere di diverse società industriali e commerciali, presidente e componente di diversi collegi sindacali di enti pubblici e società private, Pogliese è da poco il presidente del Centro studi sui rischi, mentre per uno scarto di 320 voti un paio di anni fa non ha centrato l’elezione alla guida dell’Ordine dei commercialisti.

Da economista si è sempre definito un pragmatico al quale sta a cuore soprattutto lo studio e la soluzione dei problemi. Da catanese doc, è apparso sempre ironico e autoironico e non ha mai nascosto la sua passione per il mare.

Come detto, Antonio Pogliese ha dedicato gran parte del suo tempo anche all’associazionismo di servizio, dimostrandosi a aprole sempre attento ai valori sociali, promuovendo in passato iniziative a sostegno delle persone più disagiate e proponendo l’istituzione di un osservatorio per monitorare l’andamento della povertà e del disagio sociale, oltre alla creazione di un fondo di assistenza per i poveri in città. Ha promosso e organizzato tanti convegni sulla professione dei commercialisti, sulla politica, sull’urbanistica, ma anche sulla legalità sottolineando la sua importanza come fattore di sviluppo. Eventi e parole che oggi sembrano stridere con le risultanze dell’indagine “pupi di pezza”.