Giappone: rapiti 7 bonsai, è caccia ai ladri

Secondo gli investigatori il furto rientrerebbe in una serie di furti ai danni di possessori di bonsai. (Credits – Getty Images)

Un furto che ha scioccato il Giappone. Un rapimento che preoccupa. Sette bonsai di valore eccezionale sono stati rubati in un vivaio vicino a Tokyo e i proprietari Seiji Limura e sua moglie Fuyumi hanno lanciato un accorato appello ai ladri con le ‘istruzioni’ perché curino adeguatamente quelli che considerano come figli. Figli molto fragili, ma anche di valore. E i proprietari temono che il furto possa distruggere quelle piante rarissime.

“Non ci sono parole per descrivere come ci sentiamo. Per noi sono preziosi” ha dichiarato Seiji Limura. Ma non c’è, come detto, solo un forte valore affettivo, ma c’è anche quello monetario. Un esemplare di Shimpaku Juniper – tra i più ricercati dagli appassionati e dai collezionisti – è valutato oltre 90 mila dollari. “Lo Shimpaku ha 400 anni, ha bisogno di cure e potrebbe non sopravvivere oltre una settimana senz’acqua”, ha dichiarato Limura. L’uomo, 54 anni, fa parte di una famiglia dedita da generazioni alla cura dei bonsai e nel suo vivaio sono presenti tremila piante.

Secondo gli investigatori il furto rientrerebbe in una serie di furti ai danni di possessori di bonsai. Secondo la polizia, infatti, il colpevole potrebbe essere un ladro seriale specializzato in bonsai: a novembre, infatti, erano scomparsi altri otto piccoli cipressi della specie Shinpaku da un altro vivaio di Tokyo.

I bonsai sono alberi in miniatura, che vengono mantenuti intenzionalmente nani, anche per molti anni, tramite potatura e riduzione delle radici. Con questa particolare tecnica di coltivazione si indirizza la pianta, durante il processo di crescita, ad assumere le forme e dimensioni volute, anche con l’utilizzo di fili metallici guida, pur rispettandone completamente l’equilibrio vegetativo e funzionale. “Bonsai” è la lettura giapponese dei due kanji 盆栽: il primo (bon) significa “bacinella”, “ciotola”, mentre il secondo (sai) significa “piantare”.

L’arte giapponese dei bonsai si è originata da quella cinese del penzai. A partire dal secolo VI, l’organico dell’ambasciata e gli studenti buddisti giapponesi ritornarono dalla Cina con dei vasi. La tecnica bonsai, nata in Cina e modificata in Giappone applicando alle piante coltivate i canoni della propria estetica influenzata dallo Zen, è legata a quello che gli Orientali chiamano seishi: l’arte di dare una forma, di coltivare, il praticare le tecniche più svariate sempre nel rispetto della pianta. I bonsai sono dunque natura viva, piccoli alberi che malgrado le dimensioni contenute esprimono tutta l’energia che è racchiusa in una pianta grande.

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