Senato Usa scagiona Trump: “Nessuna collusione con i Russi nel 2016” – ilGiornale.it

In questi giorni, il Senato americano ha emesso un “verdetto di innocenza” nei riguardi di Donald Trump, in precedenza accusato, insieme al suo staff, di “collusione con i servizi di sicurezza russi”.

La Commissione Intelligence della Camera alta, dopo due anni di indagini e l’audizione di “oltre 200 testimoni”, ha infatti stabilito che non vi sarebbe “alcuna prova” di contatti tra l’esponente repubblicano e il Cremlino e che, di conseguenza, le elezioni presidenziali Usa del 2016 non sarebbero state inquinate da “alcuna ingerenza straniera”.

Il responso finale sull’“innocenza” del tycoon è stato licenziato dal Senato mediante un “voto bipartisan”. L’assenza di prove a carico del presidente Usa è stata infatti riconosciuta sia dalla maggioranza repubblicana sia dagli esponenti democratici. Questi ultimi, in precedenza, avevano ripetutamente presentato con grande enfasi l’indagine parlamentare nei riguardi dell’attuale inquilino della Casa Bianca, da loro indicata come “suscettibile di trascinare Trump in galera”.

Richard Burr, politico conservatore a capo della Commissione Intelligence del Senato, ha commentato con queste parole il responso approvato dall’organo in questione: “Mediante tale verdetto, tutte le menzogne diffuse finora ai danni del presidente degli Stati Uniti vengono spazzate via. Dalle nostre indagini non è infatti emersa alcuna prova della fantomatica cospirazione ordita da Trump con i servizi di sicurezza russi. Spero quindi che, da oggi in poi, il Senato possa finalmente occuparsi di autentiche questioni di interesse nazionale.”

L’assenza di elementi idonei a dimostrare i legami tra il tycoon e il Cremlino è stata poi ribadita da Mark Warner, vicepresidente democratico della Commissione Intelligence della camera alta: “Non è stato individuato alcun contratto o documento che attesti collusioni tra l’entourage di Trump e quello di Putin. Tutti i senatori hanno fatto un lavoro estremamente rigoroso. Nessun particolare è stato tralasciato durante i nostri accertamenti.”

Con la fine dei lavori del Senato, a carico del presidente americano restano attualmente aperte due indagini parallele: una in corso alla Camera dei rappresentanti e una condotta dal procuratore speciale Robert Mueller.