Sono 15 anni senza Pantani, il ricordo del sindaco di Cesenatico – CesenaToday

Sono passati quindici anni da una fine ingloriosa che non ha scalfito minimamente il mito di Marco Pantani. Era la sera di San Valentino del 2004 quando il Pirata veniva trovato morto in un residence di Rimini, dove il campione si era rifugiato per sfuggire dai demoni che lo perseguitavano. Cesenatico non perde mai l'occasione per celebrare la sua leggenda, il ricordo di Marco è ancora vivissimo nei cuori della gente.

"E' un simbolo di Cesenatico, un cesenaticense famoso in tutto il mondo, la nostra comunità ha gioito per le sue imprese sportive e ha sofferto insieme a lui per le sue vicende personali. Da bambino correvo in bicicletta e il mio idolo era Marco Pantani". Il sindaco Matteo Gozzoli ricorda così il campione romagnolo, capace di vincere Tour e Giro d'Italia nello stesso anno, il 1998.

Cinque anni fa l’inaugurazione della statua in bronzo, realizzata in piazza Marconi, che riproduce Marco nella posizione che lo ha reso grande: il Pirata che si alza sui pedali. Ora è il momento che quella piazza diventi Piazza Pantani: "Abbiamo completato l'iter e inviato tutta la documentazione alla Prefettura per l'intitolazione, a fine febbraio, massimo l'inizio della primavera Cesenatico avrà la sua piazza dedicata a Marco. A poche centinaia di metri dalla sua casa d'infanzia, e dalla piadineria di famiglia".

I dubbi sulla morte, Le Iene riaprono il caso

Sarà l'ennesimo modo per ricordare un campione che ha dato e continua a dare lustro alla città. La parabola straordinaria del Pirata venne arrestata bruscamente quel maledetto 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, il suo ematocrito risultò del 51,9%, contro il 50% del limite massimo concesso. Disse il Pirata: "Mi sono rialzato, dopo tanti infortuni, e sono tornato a correre. Questa volta, però, abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile". Fu l'inizio della fine, la sensibilità di Pantani non permise al campione di riprendersi da quella mazzata, il sospetto di essere considerato dopato lo tormentava, portandolo nel tunnel della depressione e della droga. 

Cinque anni dopo Pantani troverà la morte in solitudine in un residence di Rimini, "per ingestione involontaria di cocaina", ha sentenziato la Cassazione nel 2017, versione mai accettata da mamma Tonina. "Marco non era un drogato, me lo hanno ammazzato", ha ripetuto anche alcuni giorni fa, nella sua personale battaglia cha va avanti da anni, e che mira ancora oggi a "riaprire le indagini". Una vicenda quella di Pantani in cui non sono mancati i lati oscuri, e i colpi di scena come l'intercettazione di un detenuto secondo cui fu la Camorra a fermare il Pirata in quella maledetta tappa del Giro. Un giro di scommesse clandestine per il quale "un clan camorristico minacciò un medico per costringerlo ad alterare il test e far risultare Pantani fuori norma“. Una tesi portata avanti dal procuratore capo Sergio Sottani che si scontrerà poi con l'archiviazione decisa dal tribunale di Forlì.

Quel che è certo è che l'epilogo triste di Marco non ha offuscato l'immagine del  campione: "L'intitolazione della Piazza a Marco è qualcosa di naturale, è un modo per restituirgli una parte di tutto quello che ha dato a Cesenatico. Quando il consigliere Daniele Grassi ha proposto l'intitolazione, il Consiglio Comunale ha approvato l'ordine del giorno all'unanimità. Quella sarà la sua piazza, a pochi passi da dove ha vissuto una parte importante della sua vita. E' il completamento di un percorso che vede già oltre alla statua, un museo dedicato a lui, Spazio Pantani, che tiene viva la memoria del nostro campione. Oltre alla cappella di famiglia, che è diventata negli anni meta di pellegrinaggio per tanti tifosi che vengono a rendergli omaggio". E saranno ancora di più in questa giornata di San Valentino, che a Cesenatico dal 2004, ha sempre un velo di tristezza.