Nuova Zelanda, strage in due moschee di Christchurch: decine di morti

Il video della strage diffuso su Facebook, la polizia: non condividetelo. Effettuati quattro arresti. Diffuso un manifesto di 74 pagine in cui un australiano di 28 anni dice di essersi addestrato per compiere la strage per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da “immigrazione di massa”

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 Strage in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, durante le preghiere del venerdì. Secondo i media locali, vi sarebbero decine di morti: almeno 27, ma il bilancio non è stato ancora confermato. La premier Jacinda Ardern ha descritto l’accaduto come “un atto di violenza senza precedenti” e “uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda”. La polizia ha intercettato anche un’auto imbottita di esplosivi nel centro della città dove è stata evacuata la manifestazione dei giovani studenti per il clima sulle orme dell’attivista svedese 16enne Greta Thunberg.   
 
Per ora sono stati effettuati quattro arresti: tre uomini e una donna

 
 
La polizia della Nuova Zelanda “esorta con forza” a non condividere il link dell’inquietante video sulla strage nelle due moschee di Christchurch. “Stiamo lavorando perché venga rimosso”, ha scritto la polizia su Twitter, per evitare che il manifesto dei terroristi venga pubblicizzato. Anche molti utenti hanno esortato i social a rimuovere  le immagini della strage che sembra sia stata trasmessa live su Facebook.
 
 “Rimanete rinchiusi finché non avrete notizie da noi”, hanno avvertito le forze dell’ordine. La citta’ è stata completamente bloccata: scuole, ospedali ed edifici pubblici sono stati chiusi. La Ardern, parlando alla nazione, ha detto tra le vittime potrebbero esserci rifugiati e migranti. “Loro hanno scelto la Nuova Zelanda come la loro casa ed è la loro casa. Loro sono noi – ha osservato – le persone che hanno compiuto questo atto di violenza non lo sono. Non c’e’ spazio per loro in Nuova Zelanda”.
Intanto un uomo ha rivendicato la responsabilità delle sparatorie lasciando un manifesto anti-immigrati di 74 pagine in cui ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni, che definisce un attacco terroristico. Non è chiaro se si tratti della persona già presa in custodia dalle autorità neozelandesi.  

L’uomo dice di essere un australiano bianco di 28 anni che è venuto in Nuova Zelanda solo per pianificare e addestrarsi all’attacco. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l’attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da “immigrazione di massa”.

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