Guardiani della Galassia vol. 3: cosa è veramente successo dietro le quinte?

Sebbene qualche speculazione, seppur “improbabile” mesi fa, volesse James Gunn reintegrato come regista di Guardiani della Galassia vol.3, quasi nessuno ha mai dato credito a questa possibilità, soprattutto trattandosi di una decisione interna della Disney stessa.

Quello che è successo, però, era sotto gli occhi tutti. Anziché trovare immediatamente un regista per rimpiazzare James Gunn in seguito al suo licenziamento fortemente voluto da Alan Horn della Disney – a seguito di alcuni tweet riapparsi in rete in cui scherzava pesantemente su temi delicatissimi come stupro e pedofilia -, e cosi rispettare la data di uscita ‘rumoreggiata’ per il 2020, i Marvel Studios, contro tutto e tutti, hanno semplicemente posticipato a ‘data da destinarsi’ il progetto, cancellando addirittura una delle tre date fissate per il prossimo anno.

Secondo i vari report, Kevin Feige, presidente della Marvel, sebbene abbia dovuto sottostare alle decisioni di Horn, ha da sempre appoggiato Gunn e ha cercato, in tutti i modi, di mediare e portare al reintegro del filmaker. Non è un caso che, quasi in maniera anomala rispetto ad altre volte, questa volta né Feige né la Marvel come compagnia hanno diramato alcun comunicato stampa ufficiale sull’accaduto (post-licenziamento, dunque) lo scorso luglio, lasciando presupporre che uno spiraglio, seppur minimo, ci fosse. Il The Hollywood Reporter spiega che, dopo l’uscita di scena di Gunn, un tam-tam ad Hollywood ha iniziato a farsi largo, con numerosi agenti pronti a proporre i propri registi alla Marvel per prendere le redini di un franchise di successo come Guardiani della Galassia ma, quello che è semplicemente accaduto, è che la Marvel non ha iniziato alcuna ricerca. Il sito afferma che, da agosto, il progetto è stato dato per “spacciato” negli ambienti di Hollywood, visto il silenzio radio da parte della Casa delle Idee e della stessa Walt Disney Pictures.

Sebbene sia siano fatti nomi come Taika Waititi o Adam McKay come possibili rimpiazzi, nessuno dei due è stato mai seriamente preso in considerazione visto che Feige, a quanto pare, ha lottato sin dal giorno 1 per usare la sceneggiatura di Gunn e, in secondo luogo, provare a farlo riammettere come regista del terzo episodio, nonostante questo avesse portato ad un posticipo forzato secondo la tabella di marcia dello studio. Quel che è accaduto è che, in seguito alla volontà di Feige e le pubbliche scuse del filmaker, lo stesso Alan Horn si è detto disponibile ad incontrare nuovamente Gunn per discutere di quanto successo e della possibilità di un reintegro. Sono avvenuti più meeting in cui Horn ha deciso di riaffidare il progetto a Gunn, una mossa più unica che rara, soprattutto se pensiamo che è stata operata da una major come la Disney.

Nel frattempo, post-licenziamento, James Gunn veniva contattato dalla Warner per – potenzialmente – scrivere e dirigere un Suicide Squad 2. Nonostante Gunn abbia accettato anche questo incarico per il cinecomic della DC, la Marvel – convintissima del filmaker – ha dato l’ok a Gunn per realizzare prima Suicide Squad 2 e, solo successivamente, Guardiani 3, aspettandolo e ritardando l’uscita. A questo punto, visto che l’uscita di The Suicide Squad è attesa nelle sale cinematografiche per l’estate del 2021, Gunn potrebbe iniziare a lavorare al terzo film sui Guardiani soltanto ad inizio 2021 (con la pre-produzione), il che porterebbe a pensare che il cinecomic possa uscire nel corso del 2022 (lo studio ha fissato tre date di uscita per quell’anno). Noi vi terremo aggiornati per ulteriori sviluppi.