Meningite fulminante: è morto il bambino di 16 mesi – Kontrokultura

Bambina tachicardia ansia muore per infarto

Purtroppo il piccolo Riccardo non ce l’ha fatta. Ricoverato in terapia intensiva del reparto pediatrico dell’ospedale San Bortolo per una meningite fulminante, si è spento ad appena 16 mesi nel pomeriggio di venerdì.

I risultati della Tac di ieri hanno escluso qualsiasi possibilità di ripresa. Inconsolabile il dolore di questa famiglia di Bolzano Vicentino, in provincia di Vicenza. I genitori, affranti dal dolore, hanno già autorizzato l’espianto degli organi.

Stando a quanto si apprende, la meningite ha avuto un decorso molto rapido e purtroppo fatale. L’infezione si era presentata già nei giorni scorsi con febbre sempre più elevata, sonnolenza e rigidità al collo. Mercoledì i genitori lo hanno portato in ospedale.

Meningite: il piccolo era vaccinato

Stando a quanto si apprende, l’infezione era di natura pneumococcica. Il batterio si trova nelle prime vie aeree della maggior parte degli esseri umani. Generalmente non dà luogo conseguenze gravi. Inoltre a differenza della meningite provocata da virus, non vi sarebbe il rischio di contagio per gli altri bambini che frequentavano lo stesso asilo nido di Riccardo.

Il piccolo in ogni caso risultava vaccinato, tuttavia il vaccino contro lo pneeumococco protegge riguardo all’88% dei ceppi invasivi. Alcune forme mortali di meningite resistenti agli antibiotici possono riuscire quindi anche ad eludere la protezione del vaccino, fermo restando che quest’ultimo è l’opzione più importante per proteggere da queste forme di infezioni.

Meningite fulminante: cos’è

La meningite consiste nell’infiammazione delle meningi, ovvero delle membrane poste a protezione del cervello e del midollo spinale. La forma fulminante per quanto rara può avere conseguenze anche fatali, come avvenuto purtroppo nel caso di questo bambino di cui vi abbiamo dato conto nell’articolo. La meningite fulminante, se non si interviene in poche ore dall’esordio di sintomi, può portare alla morte del paziente.

L’evenienza più temuta è il coma che può essere irreversibile. La terapia in questi casi si basa sulla somministrazione di antibiotici, dei corticosteroidi per diminuire l’infiammazione delle meningi e dei liquidi al fine di reidratare il paziente.