F1 Gp Australia 2019 live, la gara in diretta dalle 6.10 – QUOTIDIANO.NET

Melbourne (Australia), 17 marzo 2019 – La stagione è nuova ma i protagonisti del Mondiale 2019 di Formula 1 sono gli stessi. Hamilton e Vettel, Vettel e Hamilton. E ripartono dal Gp di Australia (la gara oggi alle 6.10) con la prima pole position andata al campione in carica davanti al compagno di team Valtteri Bottas, a conferma che al momento la Mercedes non ha alcuna intenzione di scendere dal trono. Il pilota britannico ha chiuso le qualifiche all'Albert Park di Melbourne con lo strepitoso tempo di 1.20.486: per Hamilton si tratta della sesta pole consecutiva in Australia, dove è già partito otto volte dal primo posto in griglia. Al suo fianco, dopo aver chiuso con un distacco di 112 millesimi, c'è Bottas (1.20.598), battuto da un freddissimo e spietato Hamilton all'ultimo tentativo. Di certo non si aspettava la seconda fila Sebastian Vettel, dopo le ottime prestazioni offerte dalla SF90 nei test invernali. Il tedesco invece, in ritardo di ben 704 millesimi, si è dovuto accontentare del terzo posto in qualifica, davanti alla Red Bull di Max Verstappen, autore del quarto tempo (+0.834), e al neo-ferrarista Charles Leclerc. Una verità, quella sui reali rapporti di forza tra Ferrari e Mercedes, che spazza via in un sol colpo tutte le buone sensazioni targate Maranello maturate nel corso dei test a Montmelò. Ora non resta che vedere cosa succederà in gara e se Vettel riuscirà a rifarsi.

Segui qui la diretta testuale della gara

Gp Australia 2019, orari tv (diretta Sky e differita Tv8)

LA GRIGLIA DI PARTENZA – Questa la griglia di partenza del Gran Premio d'Australia, primo appuntamento del Mondiale di Formula 1, in programma su 58 giri del circuito di Melbourne pari a 307,574 km:  

1a fila  1. Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes 1'20"486 alla media di 237,193 km/h 

2. Valtteri Bottas (Fin) Mercedes 1'20"598 

2a fila  3. Sebastian Vettel (Ger) Ferrari 1'21"190 

4. Max Verstappen (Ned) Red Bull-Honda 1'21"320 

3a fila  5. Charles Leclerc (Mco) Ferrari 1'21"442 

6. Romain Grosjean (Fra) Haas-Ferrari 1'21"826 

4a fila  7. Kevin Magnussen (Den) Haas-Ferrari 1'22"099 

8. Lando Norris (Gbr) McLaren-Renault 1'22"304 

5a fila

9. Kimi Raikkonen (Fin) Alfa Romeo-Ferrari 1'22"314 
10. Sergio Perez (Mex) Racing Point-Mercedes 1'22"781

6a fila  11. Nico Hulkenberg (Ger) Renault 1'22"562 

12. Daniel Ricciardo (Aus) Renault 1'22"570 

7a fila  13. Alexander Albon (Tha) Toro Rosso-Honda 1'22"636 

14. Antonio Giovinazzi (Ita) Alfa Romeo-Ferrari 1'22"714 

8a fila  15. Daniil Kvyat (Rus) Toro Rosso-Honda 1'22"774 

16. Lance Stroll (Can) Racing Point-Mercedes 1'23"017 

9a fila  17. Pierre Gasly (Fra) Red Bull-Honda 1'23"020 

18. Carlos Sainz (Esp) McLaren-Renault 1'23"084 

10a fila  19. George Russell (Gbr) Williams-Mercedes 1'24"360 

20. Robert Kubica (Pol) Williams-Mercedes 1'26"067

Profondo rosso, il blog di Leo Turrini

PIU' GARE, MENO COSTI: IL CIRCUS STUDIA IL FUTURO (di Leo Turrini) - Aumento del numero dei Gran Premi nell’arco di una stagione, dai ventuno attuali a venticinque, in pratica una corsa ogni due settimane. Allargamento della base dei partecipanti, passando nel giro di tre anni dalle dieci scuderie attuali a dodici/tredici. Semplificazione dei regolamenti tecnici, per abbattere i costi dei team mirando anche ad un miglioramento dello spettacolo offerto in pista dalle monoposto. Era l’alba in Italia quando la Formula Uno ha inaugurato in Australia la sua nuova stagione, con il solito Lewis Hamilton in pole position. Del presente e del futuro ci sarà modo di parlare. Intanto, fanno discutere le linee guida del piano di sviluppo che Liberty Media, la società che ha comprato da Bernie Ecclestone il business dei Gp, intende sviluppare con il sostegno della FIA, la federazione internazionale dell’automobilismo presieduta dall’ex ferrarista Jean Todt.

Sull’ampliamento del calendario c’è una disponibilità di massima da parte delle squadre. Più gare significano più soldi. Il Vietnam avrà la sua corsa. Un negoziato è in corso con Miami. Si vorrebbero anche recuperare sedi sparite in fretta dalla mappa del campionato (India, Sud Corea, Turchia). Ma sono a rischio posti storici come Monza e Silverstone.

Avere più squadre significa invece rendere più semplice l’ingresso a piccoli team indipendenti. Un tentativo venne fatto dieci anni fa ma si risolse in un fallimento. Indispensabile diventa la collaborazione dei costruttori.

Al momento, sono quattro i colossi dell’industria ad investire sulla F1. Con Ferrari (che fornisce motore e altre cose all’Alfa e alla Haas) ci sono Mercedes (partner di Racing Point e Williams), Honda (associata a Red Bull e Toro Rosso) e Renault (in affari con McLaren).

Sono pochi, quattro moschettieri. Per questo c’è chi spinge per modifiche alle norme tecniche, così da invogliare altri gruppi. Ma la filiera Volkswagen-Porsche-Audi-Lamborghini continua a respingere le sollecitazioni, BMW e Citroen puntano sulla Formula E guardando al futuro, insomma non è semplice individuare un punto di equilibrio che vada bene per tutti.

La riforma (o rivoluzione, chissà) dovrebbe essere operativa dal 2022, intervenendo anche sui criteri di ripartizione delle risorse economiche.

Nel frattempo, non sarebbe male se la Ferrari riuscisse a spezzare il dominio della Mercedes.

Ma è dura…

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